Parma-Food Valley: cresce il sistema dei musei

Appena inaugurati il Museo della Pasta e il Museo del Vino: Parma punta sempre di più sulla valorizzazione di prodotti tipici noti o da riscoprire. Ce lo spiegano i corsisti del Master Comet.
Appena inaugurati il Museo della Pasta e il Museo del Vino: Parma punta sempre di più sulla valorizzazione di prodotti tipici noti o da riscoprire. Ce lo spiegano i corsisti del Master Comet.

Quello dei Musei del Cibo della Provincia di Parma è un itinerario culturale che unisce tutta la Food Valley, dalla Bassa alla Pedemontana. Tra le location d’eccezione ci sono castelli, rocche e monumenti storici situati nel cuore delle aree vocate alla produzione delle eccellenze che hanno reso Parma famosa nel mondo. Spiega il Sindaco di Sala Baganza Cristina Merusi: “Noi lo consideriamo un museo diffuso, con un programma di attività didattiche, laboratori, eventi e visite aziendali. Contiamo sulla collaborazione di A.I.S. e dell’Università degli Studi di Parma”.

La pasta e il pomodoro, prodotti tipici nazionali, proprio a Parma hanno trovato terreno di sperimentazione grazie a Barilla e a realtà come SSICA (Stazione Sperimentale per l’Industria delle Conserve Alimentari). Dal canto suo, la filiera vitivinicola parmense è in attesa di riscatto, non godendo del successo di altre produzioni conterranee. Per promuovere i riti del vino, l’inaugurazione de La Cantina dei Musei del Cibo è stata inserita nel palinsesto di una delle rassegne enogastronomiche più famose di Parma, il Festival della Malvasia di Sala Baganza, storicamente conosciuto anche come Festa della cosèta d’Or.

All’iniziativa ha partecipato anche il Master COMET, che ha presentato “Le tavole dei Musei del Cibo”, speciale percorso di degustazione “a isole” dedicato ai prodotti dei Musei del Cibo. Per la progettazione delle tavole la classe del Master ha messo in pratica le linee proposte da Sentieri Aperti, il format dedicato al turismo enogastronomico sostenibile. Spiega il Presidente del Master Andrea Fabbri: “Nel rendere omaggio all’autoctona Malvasia di Candia, i corsisti hanno abbinato il Made in Parma a produzioni tipiche provenienti da tutta Italia. La cultura enogastronomica deve saper aprire al dialogo e alla contaminazione”.

I corsisti hanno così proposto una carta del menù che presentava abbinamenti inediti. Come per esempio “le tre stagionature del Parmigiano-Reggiano da scivolare sulle tre tipologie del Miele della Lunigiana” o come “il Prosciutto di Parma servito su un foglio di Pane Carasau”. Il risultato finale ha avuto un impatto sorprendente sui visitatori, a dimostrazione che lo scambio culturale e la valorizzazione delle diversità possono essere strategie vincenti, utili per riscoprire in una nuova veste anche i prodotti più rinomati.

I nuovi Musei del Cibo sono quindi ufficialmente aperti al pubblico. Per informazioni si segnala il sito ufficiale: www.museidelcibo.it



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