Pasta cacio e pepe? La migliore è con i tonnarelli

Tra le ricette tipiche di Roma, questi spaghetti alla chitarra sono perfetti per i condimenti ricchi. Il segreto sta nella loro generosa porosità e nello spessore

Lazio

Tra i piatti che sono diventati simbolo di Roma a tavola c’è sicuramente la pasta, in tutte le sue declinazioni. Ma certo non si può dimenticare un bel piatto di tonnarelli, meglio se cacio e pepe o magari all’amatriciana. Più il condimento è ricco,  più i tonnarelli trionfano. Del resto sono una pasta all’uovo, dalla consistenza porosa, nata per raccogliere tutto il sapore del sugo e appagare il palato. Sono anche conosciuti come spaghetti alla chitarra e così chiamati perché tradizionalmente la pasta è tagliata con un utensile chiamato “chitarra”, un telaio in legno sul quale sono tesi sottili fili d’acciaio. La pasta preparata con semola di grano duro, uova e un pizzico di sale viene tirata con un mattarello fino ad ottenere uno spessore di 2-3 mm e poi stesa sulla “chitarra” per procedere al taglio degli spaghetti, che non avranno la classica sezione rotonda ma squadrata. I tonnarelli sono simili ai tagliolini, ma il loro spessore è decisamente maggiore.

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La tradizione della cucina romana vuole che siano proprio i tonnarelli ad essere serviti secondo la ricetta “cacio e pepe”. Questi spaghetti dalla consistenza importante sono infatti perfetti per assorbire la cremosità del pecorino romano Dop unita all’aroma del pepe, ancor più marcato se macinato fresco.

Regola fondamentale per cucinare i tonnarelli è quella di non esagerare mai con la cottura, perché danno il meglio se al dente. Una volta pronti è preferibile non scolarli, ma tirarli fuori dall’acqua bollente aiutandosi con un forchettone. In questo modo i tonnarelli trattengono un po’ d’acqua di cottura che permetterà di amalgamare al meglio gli ingredienti direttamente in una ciotola. Un suggerimento? Provateli anche con il pesce.

 

Fonte immagine: https://www.flickr.com/photos/dags1974/3100483634



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