Pazzi per la liquirizia? Andate a trovarla ad Atri

Quattro passi ad Atri, dove i frati Domenicani lavoravano la dolce radice già nel Medioevo

Abruzzo

In Abruzzo la liquirizia è di casa, ma se si vuole esplorare il cuore dolceamaro della Regione, allora occorre visitare Atri. Questo piccolo borgo in provincia di Teramo è infatti conosciuto come il regno della liquirizia, e si affaccia dalle colline abruzzesi quasi a custodire il suo segreto dall’alto.

Qui i frati Domenicani - tra i primi a diffondere l’uso della liquirizia in Europa - ne estraevano il succo già nel Medioevo. E lo facevano con grande soddisfazione grazie all'ottima qualità delle radici che raccoglievano nella zona circostante. Sempre ad Atri il Cavalier De Rosa avviò nel 1836 la lavorazione industriale di questa pianta e dei suoi derivati. Da allora la tradizione è continuata fino ad arrivare al 1950 con una nuova attività inaugurata da Aurelio Menozzi che, ben presto, si trasformò nell’attuale “Liquirizia Menozzi De Rosa”, nota per i suoi prodotti di alta qualità realizzati seguendo le antiche tradizioni.

Se siete amanti della liquirizia, una visita al piccolo centro non potrà mancare. Non solo per fare scorta di “oro nero”, ma perché Atri è anche - e specialmente - un’incantevole città d’arte. Importante colonia romana, il paesino subì invasioni barbariche e dominazioni straniere durante il Medioevo per poi rinascere sotto il controllo dei signori d’Acquaviva. Ed è nel suo centro che il fascino di questa lunga storia emerge ancora negli scorci, nei palazzi storici, le chiese, i musei e la cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta, tra i più importanti esempi di romanico abruzzese.

Da Atri è infine d’obbligo una escursione nella Riserva naturale dei calanchi, Oasi del Wwf dagli scenari mozzafiato. Proprio qui, tra le bellezze naturali, nasce la tanto rinomata liquirizia che fa dell’Abruzzo la seconda regione produttrice dopo la Calabria.

foto: Luca Aless


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