Peperoncino Abruzzese: piccante tradizione da gustare

Il suo tocco è immancabile in ogni cucina della regione, mentre i suoi colori si ritrovano su balconi e davanzali dove da sempre si coltiva in vaso 

Abruzzo

Fresco, essiccato o sott’olio, una cosa è certa: nelle cucine abruzzesi il peperoncino piccante è un must che si ritrova in ogni stagione. Questo ingrediente dai toni accesi si utilizza tra i fornelli per arricchire primi piatti e zuppe, mentre i suoi colori fanno sfoggio su balconi e davanzali dove, da sempre, si usa coltivarlo in vaso. La sua zona di produzione comprende tutto il territorio regionale, ed è noto anche come Diavoletto, Diavolicchio, Lu piccant o L’amaro, ma ancora più spesso è chiamato localmente Lazzaretto. 

Il Peperoncino Abruzzese è una varietà storica proveniente dall'Italia, ma originaria della Guyana francese. Si tratta di un tipo di Cayenne, che predilige il clima temperato e, da lungo tempo, è impiegato nella cucina tradizionale del Belpaese. In Abruzzo l’arte di coltivare il peperoncino è stata tramandata lungo le generazioni e, ad oggi, la varietà più comune è quella con frutti molto lunghi e carnosi dal sapore aromatico, leggermente amaro e di media piccantezza.

Nel periodo estivo il Peperoncino Abruzzese si consuma fresco, mentre in inverno si predilige tritato, o a pezzi, una volta fatto essiccare al sole. In questo caso si può scegliere tra quello triturato con la presenza dei semi, che risulta molto piccante, e quello senza semi che offre toni più delicati. Con l’essiccazione il peperoncino acquista comunque un sapore più deciso, e lo stesso vale se conservato sott’olio. Per tradizione, l’intenso aroma del Lazzaretto arricchisce numerose ricette durante, o alla fine, della loro preparazione. Il Peperoncino Abruzzese è inoltre impiegato in molte tipicità culinarie della fascia costiera abruzzese, persino nel celebre brodetto di pesce.



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