Piccoli Frutti: una miniera di benessere per tutti i trentini

[articolo] Mangiarli è il modo più dolce per allontanare il rischio di disturbi cardiovascolari. E non solo
Trentino Alto Adige
Per limitare il rischio di malattie cardiovascolari c’è un rimedio dolce, anzi dolcissimo, che conduce dritto al territorio trentino. Pare infatti che un consumo regolare di frutti di bosco possa aiutare la circolazione e la prevenzione dei tumori. Non solo: sembra infatti che abbuffarsi di more, mirtilli, lamponi o ribes tenga alla larga anche il morbo di Parkinson.

Ad attestarlo è stata una ricerca sull’associazione tra i flavonoidi (particolari pigmenti contenuti anche nei piccoli frutti) e l’insorgere della malattia, presentato all’annuale convegno dell’American Academy of Neurology del 2011.

La ricerca è ancora in fase sperimentale, ma nel frattempo si può dedicare più spazio a questa dieta che assicura benefici a cuore e circolazione. E cosa c’è di meglio della stagione estiva per gustare i piccoli frutti in tutta la loro freschezza?

A questo riguardo il Trentino offre lo scenario ideale. E per chi ama le passeggiate in montagna, questo è senz’altro il momento ideale per riempirne i cestini, magari nella valle dei Mòcheni lungo il sentiero dei piccoli frutti di Sant’Orsola. Fino a settembre si può infatti prenotare un’escursione (anche in bicicletta) attraverso un percorso a tappe in questo di angolo di Trentino dove nascono e crescono i piccoli frutti dell’azienda. E per imparare a cucinarli a dovere, sempre Sant’Orsola propone un assortimento di video ricette disponibile sul canale YouTube dedicato per unire benessere, gusto e creatività.


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