Pistacchio di Bronte: ecco perché lo chiamano “oro verde”

Ricercatissimo e di qualità impareggiabile è tra i prodotti più a rischio contraffazione dell’isola. Qualche suggerimento per imparare a distinguerlo

Sicilia

Talmente prezioso da essere a rischio contraffazione. É l’oro verde di Sicilia, il pistacchio di Bronte Dop, sempre più ricercato in Italia e all’estero per le sue caratteristiche di qualità uniche. Non è un caso che il suo valore commerciale continui a crescere e che le frodi alimentari che vedono falsamente indicato in etichetta l’utilizzo di pistacchi di Bronte, sostituiti con pistacchi di origine greca, turca, siriana, iraniana o californiana, si moltiplichino.

Il sapore dei pistacchi di Bronte non ha però eguali, è particolarmente intenso e aromatico, senza inflessione di muffa o sapori estranei. Solo tra l’Etna e i Nebrodi il pistacchio ha un colore verde smeraldo particolarmente acceso grazie all’alto contenuto di clorofilla. Altrettanto significativo è il contenuto di grassi monoinsaturi (soprattutto dell’acido oleico con il 72%, seguito dal 15% del linoleico e dal 10% del palmitico).

La produzione del pistacchio, che dal 2009 ha ottenuto la certificazione Dop e che è anche protetto da un presidio Slow Food istituito nel 1999, rimane piuttosto contenuta e si concentra nel piccolo comune di Bronte, ai piedi dell’Etna. A circa 900 metri sul livello del mare, tra strati di rocce laviche, cresce la pianta del pistacchio, che tanta fortuna ha portato a Bronte. Qui la coltivazione e la produzione del pistacchio rappresentano un’importante fonte di reddito e sul territorio si contano oltre 1000 produttori.

Proprio a Bronte si produce una grande varietà di prodotti derivati dalla lavorazione del pistacchio. Qualche esempio? Il famoso pesto di pistacchio per il condimento della pasta, il gelato al pistacchio, i biscotti di pistacchio, la crema di pistacchio, il cioccolato al pistacchio e molte altre specialità che sono diventate simbolo della pasticceria siciliana.

La raccolta dei pistacchi di Bronte avviene tra la fine di agosto e l’inizio di settembre, ogni due anni (anni dispari). Le piante producono frutti ogni anno, ma per conservare la qualità del prodotto vengono tagliate in modo da permettere alla pianta di conservare le forze per la raccolta dell’anno successivo. Dopo essere stato raccolto, il pistacchio viene privato del mallo e messo ad asciugare al sole per alcuni giorni. Per una migliore conservazione e per risparmiare un po’ rispetto al prodotto sgusciato, è meglio acquistare i pistacchi di Bronte con guscio.

Consumare pistacchi di Bronte Dop, i cui standard di qualità sono garantiti da forti controlli, può ridurre i fattori di rischio cardiovascolare, aiutare a combattere l’artrite, la sclerosi multipla, il diabete e le affezioni della pelle. È un alimento sano e fortemente energetico, dunque perfetto per gli sportivi e per l’alimentazione dei bambini, del tutto privo di colesterolo. Tra la frutta secca, il pistacchio è il più ricco di proteine e grassi insaturi, e il più povero invece di carboidrati. A 100 grammi di pistacchi essiccati corrispondono circa 601 chilocalorie, 18 grammi di proteine, 8 grammi di carboidrati e 55 grammi di grassi. Meglio evitarli invece se si soffre di colite, ulcere, gastriti e malattie del fegato.

A fine settembre, a Bronte, all’amato pistacchio è dedicata la famosa Sagra del pistacchio, un appuntamento imperdibile per immergersi nei profumi e negli aromi di Sicilia.



Stampa in PDF