Principe di Corleone, il vino che profuma di Sicilia

Nell'arroventato entroterra siciliano, la Cantina Principe di Corleone produce uve tipiche e internazionali che insieme concorrono alla creazione di vini dal gusto moderno ma dall'anima antica

Sicilia

Nel cuore della Sicilia Centro occidentale, tra Palermo e Agrigento, a 400 metri d'altitudine e a 8 chilometri da Corleone, sorge un altopiano baciato dal sole e accarezzato dai venti di scirocco che soffiano dal Nordafrica. Colline dai colori splendenti che dal giallo virano al verde e che mutano aspetto con il passare dei mesi e delle stagioni. E' su queste terre fertili e fortemente vocate all'agricoltura che nascono i vini della Cantina Principe di Corleone.

Un'azienda a conduzione familiare, nata tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento dall'intuizione di Giuseppe Pollara, fondatore della cantina, che acquistò i terreni da un nobile della zona, un principe appunto. Da qui il nome Principe di Corleone che per i fratelli Pollara, nipoti di nonno Giuseppe e attuali proprietari, rappresenta  un omaggio al territorio e all'importante tradizione vitivinicola di questa porzione di entroterra siciliano.

Dall'originaria produzione e vendita di vino sfuso, la cantina Principe di Corleone è poi passata verso la fine degli anni Settanta all'imbottigliamento di vini con il proprio marchio. Un salto di qualità che ha permesso all'azienda di crescere e di farsi conoscere anche all'estero.

Oggi i vini della cantina Principe di Corleone si possono trovare in giro per il mondo, soprattutto in America e nei Paesi dell'Europa centrale, dove sono considerati sinonimo di sicilianità e per questo motivo vengono particolarmente apprezzati.

Sono numerosi anche i turisti, sia italiani sia stranieri, che annualmente fanno tappa a Corleone, spesso approfittando dell'ospitalità offerta dall'agriturismo che la famiglia Pollara ha ricavato dalla ristrutturazione di un antico casolare agricolo. "Gli ospiti – spiega Lea Pollara, che insieme al fratello Vincenzo dirige l'azienda - possono visitare la cantina, passaggiare nei vigneti e approfittare dei nostri percorsi enogastronomici che includono assaggi e degustazioni di cibi tipici. Quest'iniziativa ci consente di legare ancor più il vino al territorio, valorizzando tutto ciò che c'è di buono in queste nostre terre".

Il Principe di Corleone rosso è una delle etichette di punta della casa. "Questo vino è un blend – afferma Vincenzo Pollara – che associa uve tipiche siciliane a uve internazionali. E' composto da un 50% di Nero d'Avola, un 30% di Merlot e un 20% di Cabernet Sauvignon. Questi ultimi due vitigni si sono acclimatati molto bene in Sicilia e lo sposalizio con il Nero d'Avola ha dato come risultato un vino di grande personalità. Un rosso complesso e dalla gradazione alcolica importante, perfetto se degustato in abbinamento con piatti di carne, selvaggina o formaggi stagionati".

Prima dell'imbottigliamento, il Principe di Corleone rosso viene affinato in botti di legno da 20 e 50 ettolitri. Per degustarlo al meglio, il consiglio è di servirlo in tavola a temperatura di cantina, cioè a 18 gradi.

Accanto ai rossi, la Cantina Principe di Corleone produce anche numerosi bianchi tipici. Tra questi il Catarratto. "E' una riscoperta importante – continua Vincenzo Pollara -, è un vino dalla buona acidità che si presta bene alla spumantizzazione e alla frizzantatura, oggi molto richieste dal mercato".

Altri bianchi della cantina sono il Grillo, l'Inzolia e il Grecanio, tutti da uve tipiche della Sicilia Centro occidentale, con la sola eccezione del Grillo, la cui culla è la zona intorno a Marsala. "Le nostre bottiglie – conclude Pollara – racchiudono il calore di questa terra, il profumo dello scirocco del Nordafrica e il sentimento che ci mettiamo ogni giorno per realizzare questo prodotto".



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