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Radicchio con il poc: fino alla primavera è il re in Friuli Venezia Giulia

Sono gli ultimi giorni per gustare il tipico “Lidrìc cul poc”: il radicchio con il gambo che nasce dall’incontro tra cicoria Bionda di Trieste e Grumolo bionda

Friuli Venezia Giulia

La primavera è alle porte e il Radicchio con il poc ha ormai i giorni contati, ma non è ancora tardi per portarlo in tavola. Anzi, pare che per questa cicoria del Friuli Venezia Giulia l’ultimo momento di gloria sia proprio sulle tavole di Pasqua. Stiamo infatti parlando dell’amatissimo Lidrìc cul poc, letteralmente “radicchio con il gambo” che nasce dall’unione tra due cicorie autoctone di questa regione: la Bionda di Trieste e la Grumolo Bionda.

Vi piace la cicoria? In Friuli ce n’è per tutti i gusti

Si tratta di un ortaggio dalle croccanti foglie verdi. Ogni cespo è composto da una decina di foglie che si abbracciano saldamente a una piccola porzione di gambo dal colore bianco. Da qui il nome di radicchio con il poc, che pronunciato con toni regionali sa evocare tutto il suo carattere locale. Si semina a partire da luglio e si raccoglie in inverno, fino agli all’inizio della primavera. Un buon raccolto prevede il primo taglio della chioma a settembre, ma sarà dopo le prime gelate che questi Lidrìc acquisteranno il gusto tanto apprezzato.

È proprio nei mesi freddi che i radicchi con il poc fanno il loro ingresso trionfale in cucina diventando protagonisti del “Lidrìc cu lis fricis”, tradizionale ricetta regionale che vede la cicoria condita con le cicciole. Si tratta di piccoli dadi o striscioline di lardo, o pancetta molto grassa, che vengono passati in padella insieme a radicchio con il poc, olio e - sul finire - un poco di aceto. In primavera invece la dieta a base di Lidrìc si fa decisamente più soft. L’usanza vuole infatti che siano consumati la mattina di Pasqua insieme alle uova sode. Un ultimo tocco di gusto prima di salutare questa specialità che si farà attendere fino al prossimo inverno.

 

Autore immagine: Ferruccio Zanone



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