Riscaldarsi in inverno? Niente di più facile con canederli e polenta

Breve viaggio culinario in Trentino Alto Adige, dove curiosità, storia e tipicità in inverno finiscono per mischiarsi nel piatto

Trentino Alto Adige

Si dice che esistano tante varianti dei canederli quanti sono gli “chef” del Trentino Alto-Adige. Si dice, tra l’altro, che la loro ricetta sia antichissima, così antica che la prima testimonianza del canederlo sudtirolese si trova su un affresco del XII secolo nella cappella di Castel Appiano. Qui la Vergine è raffigurata mentre osserva una giovane “mangiatrice di canederli”, atto di riverenza ben distinto alla pietanza che da sempre è protagonista di questa regione.

Per omaggiare il noto piatto unico - in modi forse meno artistici ma più gustosi - lo si può rendere protagonista, insieme ad altre specialità come la polenta, di un tour gastronomico che celebri l’inverno trentino. A questo riguardo uno spunto interessante è fornito dal circuito delle cosiddette “Locande sudtirolesi”. Si tratta di 25 esercizi alberghieri che si fregiano con orgoglio di questo marchio dando la preferenza alla tutela e alla valorizzazione delle tradizioni, ai piatti e vini dell’Alto Adige, con particolare riguardo all’impiego di prodotti dell’agricoltura locale.

A quello delle Locande altoatesine si affianca l’omologo marchio che certifica l’“Osteria tipica trentina”, 74 ristoranti sul territorio che servono prodotti di origine trentina e vini unicamente locali. Per definirsi tale, l’'Osteria deve possedere i requisiti stabiliti nello specifico disciplinare che non riguardano solo i prodotti, ma anche i menù e le ricette, il servizio e perfino l'atmosfera e l'ambiente. Una garanzia a tutto tondo, dunque, che può essere sfruttata per concedersi una vera esperienza trentina, e non solo nel piatto.

 



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