Sapore di sole

Il clima delle Marche dà energia alla frutta e alla verdura, ma anche ai pannelli fotovoltaici sui tetti di Codma. Ecco una cooperativa a basso impatto ambientale, dove il valore conta più del profitto.
Marche
Il clima delle Marche dà energia alla frutta e alla verdura, ma anche ai pannelli fotovoltaici sui tetti di Codma. Ecco una cooperativa a basso impatto ambientale, dove il valore conta più del profitto.

2000 mq di pannelli solari. Tutt’intorno, il dolce paesaggio delle colline della zona di Fano. Siamo sul tetto di Codma OP (Cooperativa Ortofrutticola del Medio Adriatico), che da 20 anni rifornisce Coop con i prodotti della costa marchigiana. In questa zona particolarmente vocata all’agricoltura il sole favorisce le colture e alimenta gli impianti di lavorazione di chi ha scelto di utilizzarlo in tutte le fasi della produzione. “Abbiamo investito 500.000 euro per realizzare nel 2009 un primo impianto di pannelli a falda della potenza di 100 kWp”, racconta Riccardo Pazzaglia, Responsabile commerciale, “per poi proseguire con un secondo impianto di pannelli a cavalletto (altri 100 kWp) inaugurato lo scorso maggio”. L’energia prodotta alimenta le celle frigorifere e il magazzino con le sue sofisticate macchine di lavorazione, tra cui le flow-paccatrici – atte a creare un microclima nella confezione delle verdure per conservarle meglio e più a lungo – e le calibratrici a NIR che misurano il grado zuccherino della frutta.

Codma produce verdura e frutta per ogni periodo dell’anno: si comincia in inverno con cavolfiori, scarola, broccoli, verza, porro, spinacio,cavolo cappuccio e carciofi, per continuare in primavera con asparagi e fave, fino ad arrivare alla frutta estiva (cocomeri, meloni, pesche, albicocche e susine). Tra i prodotti spiccano alcune eccellenze marchigiane, come il cavolfiore bianco – il famoso “tardivo di Fano” – e le pesche della Val d’Aso e di Montelabbate. Alle pesche della Val d’Aso è stato riconosciuto tra l’altro il marchio QM (Qualità Garantita dalle Marche, www.qm.marche.it), ulteriore garanzia di tracciabilità e rispetto dei disciplinari di produzione. Bandito l’utilizzo di OGM in favore di coltivazioni a basso impatto ambientale e orientate alla riduzione di pesticidi e fitofarmaci attraverso tecniche specifiche, come per esempio la “confusione sessuale” degli insetti.

Il suolo è fertile, ma i costi rimangono alti e i profitti limitati. Offrire prodotti sani, genuini e privi di residui è una bella sfida per gli agricoltori. Per Codma e Coop la soluzione è investire sul territorio e dare visibilità all’economia sana: in diversi punti vendita sono state create aree dedicate all’ortofrutta marchigiana, con pannelli e totem che riproducono le immagini delle coltivazioni, nome e foto dei produttori. Il progetto “Il produttore ci mette la faccia” valorizza le tipicità, razionalizza i costi e garantisce una più equa remunerazione agli agricoltori. “La nostra missione è di interporci tra produttori e grande distribuzione e farli lavorare bene insieme”, spiega Pazzaglia. “Prima ancora che fare profitto, cooperare significa creare valore e sostegno per la comunità”.
2000 mq di pannelli solari.

Tutt’intorno, il dolce paesaggio delle colline della zona di Fano. Siamo sul tetto di Codma O.P. (Cooperativa Ortofrutticola del Medio Adriatico), che da 20 anni rifornisce Coop con i prodotti della costa marchigiana. In questa zona particolarmente vocata all’agricoltura il sole favorisce le colture e alimenta gli impianti di lavorazione di chi ha scelto di utilizzarlo in tutte le fasi della produzione. “Abbiamo investito 500.000 euro per realizzare nel 2009 un primo impianto di pannelli a falda della potenza di 100 kWp”, racconta Riccardo Pazzaglia, Responsabile commerciale, “per poi proseguire con un secondo impianto di pannelli a cavalletto (altri 100 kWp) inaugurato lo scorso maggio, costato 300.000 euro”. L’energia prodotta alimenta le celle frigorifere e il magazzino con le sue sofisticate macchine di lavorazione, tra cui le flow-paccatrici – atte a creare un microclima nella confezione delle verdure per conservarle meglio e più a lungo – e le calibratrici a NIR che misurano il grado zuccherino della frutta.

Codma produce verdura e frutta per ogni periodo dell’anno: si comincia in inverno con cavolfiori, scarola, broccoli, verza, porro, spinacio, cavolo cappuccio e carciofi, per continuare in primavera con asparagi e fave, fino ad arrivare alla frutta estiva (cocomeri, meloni, pesche, albicocche e susine). Tra i prodotti spiccano alcune eccellenze marchigiane, come il cavolfiore bianco – il famoso “tardivo di Fano” – e le pesche della Val d’Aso e di Montelabbate. Alle pesche della Val d’Aso è stato riconosciuto tra l’altro il marchio QM (Qualità Garantita dalle Marche), ulteriore garanzia di tracciabilità e rispetto dei disciplinari di produzione. Bandito l’utilizzo di OGM in favore di coltivazioni a basso impatto ambientale e orientate alla riduzione di pesticidi e fitofarmaci attraverso tecniche specifiche, come per esempio la “confusione sessuale” degli insetti.

Il suolo è fertile, ma i costi rimangono alti e i profitti limitati. Offrire prodotti sani, genuini e privi di residui è una bella sfida per gli agricoltori. Per Codma e Coop la soluzione è investire sul territorio e dare visibilità all’economia sana: in diversi punti vendita sono state create aree dedicate all’ortofrutta marchigiana, con pannelli e totem che riproducono le immagini delle coltivazioni, nome e foto dei produttori. Il progetto “Il produttore ci mette la faccia” valorizza le tipicità, razionalizza i costi e garantisce una più equa remunerazione agli agricoltori. “La nostra missione è di interporci tra produttori e grande distribuzione e farli lavorare bene insieme”, spiega Pazzaglia. “Prima ancora che fare profitto, cooperare significa creare valore e sostegno per la comunità”.


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