Scegliere il melone giusto? Si può andare “a occhio”, ma a volte è meglio “a naso”

Abbiamo chiesto un consiglio a Francesco Renzoni, responsabile qualità di Codma Op
Marche
C’è chi va a naso e chi a occhio, alcuni giurano invece che il miglior modo per riconoscere un buon melone è tastarlo. Le opinioni sono differenti, ma una cosa è certa: l’infallibilità del metodo dipende anche dalla varietà del frutto. A confermarlo è Francesco Renzoni, responsabile qualità e tecnico di produzione del consorzio Codma che - sulle colline marchigiane - riunisce piccoli ed esperti produttori del tipico melone “retato giallo”.

“Per scegliere il melone giusto si possono combinare diversi metodi”, spiega. “Se consideriamo le varietà della tradizione italiana come quelle coltivate nelle Marche è indicativo osservare quello che comunemente è chiamato crepino”. Si tratta della piccola crepa individuabile tra la buccia e la zona del picciolo, che deve essere un poco sollevata come indice di raccolta del frutto ben maturo. “È chiaro che anche il colore esterno deve essere tendente al giallo, ma la cosa che più caratterizza i meloni delle Marche è il profumo dolce e intenso che, quando il frutto è maturo, si sente. Eccome”.

Meglio dunque andare a naso se si tratta di acquistare i meloni che crescono nelle campagne di Fano. L’aria e la terra di queste zone contribuiscono a renderli gustosi e sani. “Il clima ventilato consente di limitare al minimo l’uso di fitofarmaci per questa coltura”, chiarisce Renzoni, “la raccolta ha frequenza giornaliera e il grado zuccherino è verificato su ogni melone grazie al metodo Nir che utilizza solo fasci di luce con frequenza vicina agli infrarossi”.

Se a garantire il sapore intenso ci pensa il territorio, controlli e qualità sono invece parte della dedizione dei produttori e del lavoro di Codma che, grazie alla sua consolidata organizzazione (produzione, raccolta, selezione, preparazione e distribuzione) vanta le certificazioni Brc (British Retail Consortium) e Globalgap per attestare rintracciabilità, aspetti ambientali e produttivi, nonché salute e sicurezza di agricoltori e prodotti.


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