Servono energie per affrontare l’inverno? Datti ai legumi delle Marche

Dalla lenticchia di Castelluccio alla Cicerchia, se ne trovano per tutti i gusti e per tutte le tasche.
Marche


Non chiamatelo cibo povero: i legumi sono più preziosi di quanto non si creda. O meglio, di quanto non si sia creduto fino ad ora. Quasi dimenticati alla fine del Novecento, i legumi tornano ora alla ribalta come soluzione che fa bene alla salute, al portafogli e anche ai territori. In effetti, non solo sono ricchi di proprietà nutritive, ma le loro colture sono di norma a basso impatto ambientale.

A confermarli come irrinunciabile fonte di energia ci pensa la loro abbondanza di carboidrati complessi che, una volta inseriti in una dieta equilibrata, mettono a disposizione dell’organismo zuccheri semplici da utilizzare come “carburante”. In più i legumi forniscono fibre con limitato contenuto di grassi: tutte proprietà che ben si sposano con le tavole invernali per mantenersi attivi senza appesantirsi.
Ma per saperne di più su questi preziosi alimenti, e perché no, immergersi in un regno ancora da scoprire bisogna andare nelle Marche. Qui il territorio è “modellato” al ritmo delle fioriture e delle raccolte di legumi, tra cui lenticchie, fagioli e cicerchia: da secoli principali fonti di proteine quando la carne di rado era presente nel piatto.

Oggi la Cicerchia di Serra dei Conti (Ancona), che si racconta sia stata salvata negli orti di alcuni contadini, è presidio Slow Food che ne sta curando il recupero e la salvaguardia. Questa delizia, tra i più antichi legumi marchigiani, sarà celebrata dal 22 al 24 novembre a Serra de’ Conti.
E se la Cicerchia ha una storia tutta sua, le Lenticchie di Castelluccio hanno invece un sapore speciale. Sono di colori differenti, cuociono in fretta e il gusto lo prendono dalle terre dell’altipiano alle pendici del Monte Vettore a cui regalano, ogni primavera, lo spettacolare scenario della fioritura.
foto: Zyance


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