Soppressata Irpina: sofisticata per tradizione

Magro, poco salato e dal sapore unico, questo salume tipico di Avellino viene affumicato con legno di quercia e lavorato ancora come un tempo

Campania

I tagli sono magri e a punta di coltello, l’aroma è intenso e racchiude tutto il fascino di una tradizione che si ripete da sempre. La Soppressata Irpina è così: sa combinare la genuinità campana con un tocco di sofisticata poesia.  Questo tipico salume originario di Irpina, in provincia di Avellino, si prepara a partire da tagli magri di suino, con l’aggiunta sapiente di qualche cubetto di grasso. Il segreto è custodito proprio dalla sua lavorazione tipica che per l’insaccatura prevede un budello naturale, e per l’affumicatura richiede di usare legna di quercia di bosco perché l’aroma resti inconfondibile.

La preparazione coinvolge diverse parti del maiale: due parti di carne magra, il prosciutto e il filetto, e una di grasso. La carne viene quindi frollata, tritata e condita con sale e aromi, per poi essere insaccata in budello naturale. Tuttavia, è durante l’affumicatura che questo salame pregiato acquista il suo carattere unico. Il passaggio è infatti fondamentale per garantire le corrette proprietà organolettiche del prodotto. Ecco perché la Soppressata Irpina viene affumicata con legna di quercia di bosco, il tutto in locali tradizionali affinché assuma il suo sapore dal tono intenso.

La stagionatura – sempre in ambienti adeguatamente areati – proseguirà infine per circa un mese. Il risultato è un salume che ancora oggi conserva un sapore naturale e genuino ma, al tempo stesso, sofisticato. La Soppressata Irpina si gusta da sempre nella zona d’origine, ma è ormai nota e apprezzata in tutto il mondo. Nella sua terra si lascia accompagnare da un buon vino rosso come l'Aglianico o il pregiato Taurasi, e si gusta accompagnata da uova sode e profumato pane casereccio.

 

Fonte immagine: http://agricoltura.regione.campania.it/Tipici/tradizionali/soppressata-irpina.htm



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