Speck e bollicine. Consigli “chic” per gustare il principe dei salumi trentini

Li abbiamo chiesti a Francesca Negri, giornalista e autrice del blog magazine Geisha Gourmet: il lato femminile dell’enogastronomia.
Trentino Alto Adige
“Per rendere lo speck IGP ancora più chic? Basta abbinarlo alle bollicine che tanto ci piacciono per stuzzichini e aperitivi: dal Prosecco al Franciacorta fino ad arrivare a quelle altrettanto irresistibili del Lambrusco”. A consigliarlo è Francesca Negri, giornalista e curatrice del blog magazine Geisha Gourmet – il lato femminile dell’enogastronomia. Nel suo lavoro si trova tutto quello che c’è da sapere sull’accattivante connubio tra vino, donne e piaceri del palato, condito con ironia e anni di esperienza da reporter del settore.

Approfittando della sua anima trentina, abbiamo chiesto a Francesca un paio di dritte per valorizzare al meglio il re dei salumi alpini. Proprio lo speck, tra l’altro, occupa un posto di rilievo nel suo ultimo libro “La cucina di montagna. Tutta l'Italia d'alta quota in 315 ricette della tradizione” edito da Ponte alle Grazie. “Lo speck non è solo buono - spiega - ma anche light: non per niente occupa il sesto posto nella classifica dei salumi italiani più amati. La morte sua? Un buon pane tipico, che spesso in montagna è quello di segale”.

Ma il bello dello speck è che si presta anche alla fantasia di veloci presentazioni. “L’occhio vuole la sua parte” assicura Francesca e “se abbinato a una buona bottiglia, lo speck è ottimo anche avvolto ad acini d’uva o prugne secche, passati poi velocemente in forno. Il risultato sono degli stuzzichini intriganti per aperitivi di un certo stile”.

Ma qual è la combinazione preferita da Geisha Gourmet? “Personalmente amo servirlo con una versione finger food dei “tortei” di patate”. La ricetta è fra quelle contenute nel libro, svelata qui in anteprima. Bastano quattro patate a pasta bianca e farinosa da sminuzzare rigorosamente con la grattugia per carote. L’importante è non ridurle in purea, ma mantenere filamenti grossolani. Il composto si aggiusta poi con sale e si passa nello strutto o nell’olio bollente dopo aver formato piccole frittelle. Il resto è semplice: serviti con cubetti di speck e bollicine sono un aperitivo da gran gourmet.


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