State progettando un “ritorno alla terra”? Guardate all’asparago veneto

Ha già attratto tanti giovani agricoltori e potrebbe guidare un’inversione di tendenza nel bassanese
Veneto
L’agricoltura veneta guarda al futuro giocando proprio sull’asparago, tradizionale ortaggio d’aprile. La primavera rinnova il settore lasciando spazio ai giovani agricoltori e imprenditori che decidono di rivolgersi alle colture di nicchia, come quella dell’asparago bianco di Bassano DOP. Una soluzione ideale per chi ha appena iniziato il suo “ritorno alla terra”: gli asparagi non necessitano di vasti appezzamenti né di investimenti iniziali smisurati.

A darci le cifre del fenomeno in atto è il tecnico Coldiretti di zona Carlo Grandesso: “Già nel 2012 la superficie agricola riservata ai turioni era aumentata di tre o quattro ettari rispetto ai 18 dell'anno precedente. Per il 2013 abbiamo invece una decina di richieste per la creazione di nuove asparagiaie e coltivazioni orticole” (leggi tutto)

Certo, non si può parlare di un vero e proprio ripopolamento delle campagne - ci tiene a precisare Grandesso. Tuttavia, sembra esserci una leggera inversione di marcia rispetto al massiccio ridimensionamento della campagna bassanese. Un’area dove, negli ultimi dieci anni, le aziende agricole professionali sono diminuite di un centinaio di unità, passando dalle 450 censite nei primi anni duemila alle 350 attuali. La controtendenza è appena abbozzata: saranno le primavere future a delineare la portata del rinnovato interesse per le produzioni legate a doppio filo al territorio e alle sue tipicità.


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