Sulla tavola di Natale Panettone o Pandoro: questo è il problema

Da sempre i due lievitati si contendono lo scettro di Re tra i dolci natalizi: il meneghino dal carattere deciso non teme confronti, ma il veneto burroso vince con la sua raffinatezza 

 

Veneto

Puntuale, ogni anno ritorna un antico dilemma: sulla tavola di Natale meglio il panettone o il pandoro? I due dolci tipici delle festività natalizie continuano a contendersi lo scettro di Re tra le leccornie, tanto che i tentativi di riproporli in diverse fogge e varianti, di produzione artigianale o no, non si contano. Dalle ricette della tradizione scompaiono alcuni ingredienti e ne compaiono altri, come nel caso del panettone che rinuncia ai canditi e magari accoglie pepite di cioccolato. Stessa cosa per il burroso pandoro che viene arricchito con creme di vario tipo per strizzare l’occhio ai commensali più golosi.

Ce n’è davvero per tutti i gusti. Ma se vogliamo attenerci alla tradizione non si può rinunciare al classico “panaton”, come lo chiamano i lombardi. Questo prodotto da forno a pasta morbida, a lievitazione naturale, ha una tipica forma cilindrica e la crosta superiore è screpolata. Tra gli ingredienti ci sono la frutta candita, in particolare arancia e cedro, uvetta sultanina e vaniglia. Per difendere l’antica ricetta e la produzione artigianale la Camera di Commercio di Milano ha registrato un marchio che certifica la produzione artigianale sulla base di un disciplinare di produzione condiviso.

La storia del dolce porta con sé la magia del Natale. La tradizione vuole che il lievitato sia nato dall’idea di Toni, un garzone a servizio di Ludovico il Moro a Milano. Il giovane cercò di riparare a un errore del cuoco inventandosi qualcosa con ciò che aveva a disposizione: ovvero la frutta secca oltre all’impasto. Così nacque il “Pan del Toni”, da cui trae origine il nome panettone.

Se il panettone è nato in Lombardia, il pandoro è nato in Veneto e la sua storia sembra affondare le sue radici addirittura ai tempi degli antichi romani. Antenato del dolce lievitato sarebbe il “Nadalin”, dolce di Verona creato nel XIII secolo e dalla caratteristica forma a stella. In realtà la versione più simile al pandoro come lo conosciamo oggi risale a metà dell’Ottocento.

Ma qual è il dolce più amato tra i due? Anche Coldiretti se l’è domandato e, dati alla mano, ha battezzato il prediletto: il lievitato meneghino, che giusto per non perdere la scena, oggi si può trovare anche tutto l’anno. Secondo l’indagine tra i golosi circa il 70% degli italiani preferisce il panettone, soprattutto quello di qualità artigianale. Certo è che il pandoro continua a essere il dolce dal sapore equilibrato e raffinato, estremamente versatile anche quando si pensa all’abbinamento con le bevande. Basti pensare magari a una cioccolata calda o al caffè oltre al classico spumante.

La soluzione? Per evitare fazioni a tavola non resterà che placare i dissensi servendo entrambi i lievitati.



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