A tavola con il Friuli Venezia Giulia

Che siano piccoli assaggi o menù completi, ecco alcuni consigli per scuriosare tra i piatti tipici e i gusti tradizionali della regione

Se pensate di conoscere le specialità del Friuli Venezia Giulia preparatevi a stupirvi. Il viaggio tra i gusti tradizionali e i prodotti tipici della regione è infatti lungo e capace di far innamorare chiunque. Potrebbe cominciare con un innocente spuntino per poi aprire nuovi orizzonti alla scoperta di sapori e segreti, abbinamenti antichi e tocchi artigianali. Una piccola selezione è dunque d’obbligo per gustare al meglio alcune delle eccellenze regionali.

Si può cominciare dal lato più dolce e naturale della regione, quello che si assapora nel suo miele: dal tradizionale millefiori a quello di acacia, passando per tiglio, il castagno e perfino quello tarassaco (più simile a uno sciroppo). Il miele qui racchiude tutta la fragranza del territorio friulano, ma diventa ancora più buono se abbinato ai formaggi tipici. A cominciare dal Montasio Dop per giungere alla tipica ricotta affumicata, la cosiddetta “scuete fumade” (non è sempre così. Fare la stessa modifica fatta sul volantino) dal sapore intenso e avvolgente.

Siero, latte e legno di bosco: ecco come nasce la “scuete fumade”

In particolare, il Montasio Dop, insieme al Latteria o altri formaggi del territorio, diventa immancabile ingrediente del frico friulano. Si tratta di un gustoso piatto della Carnia che, nelle sue tante varianti (in primo luogo quella che lo distingue tra morbido o croccante) si prepara scaldando sul fuoco il formaggio, talvolta mischiato a patata o aromi, creando una sorta di frittata senza uova.

Il frico con il Montasio di Latterie Visinale

Quanto alla ricotta affumicata, il suo destino - specie se stagionata – è invece quello di finire su primi piatti della cucina friulana come gli gnocchi di zucca, ma anche i Cjarsons: tipici ravioli della Carnia nella loro declinazione rustica o alle erbe. Proseguendo lungo le direttive del gusto del Friuli Venezia Giulia, non si può che imbattersi in una degustazione di prosciutto San Daniele Dop, magari accompagnato a un buon Cabernet. Oppure ci si può dedicare al Culatello di Sauris, o ancora al Cotto di Praga che, nelle sue zone, all’aperitivo si gusta seguendo la storica ricetta che lo vuole “in crosta di pane”.

Chiamatelo “Cotto di Trieste”

Se invece si preferisce voltare lo sguardo verso il mare, allora si può contare sul fatto che San Daniele è anche la patria della trota affumicata. Per finire non ci si può che concedere un assaggio di grappa e di torta gubana delle valli del Natisone. Del resto, non serve attendere una grande occasione per commettere un piccolo peccato di gola.



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