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Tortina Tomarchio, buona e genuina come fatta in casa

Da 60 anni la Tomarchio di Misterbianco produce la "brioscina di Catania" per antonomasia. Il segreto? Ingredienti semplici e lavorazioni artigianali

Sicilia

A Catania c'è chi ancora la definisce "il dolce della domenica", anche se i più ormai la chiamano semplicemente "la brioscina". Stiamo parlando della Tortina Tomarchio, un prodotto da forno e un marchio che in 60 anni di vita sono entrati stabilmente nel cuore e nelle abitudini quotidiane di una intera provincia, quella di Catania appunto, anche se gli estimatori fuori dalla Sicilia sono in crescita esponenziale.

Basti pensare che la Compagnia Dolciaria Tomarchio di Misterbianco vende annualmente oltre 25 milioni di tortine soltanto nel catanese, un territorio che tra capoluogo e dintorni non supera i 500mila abitanti. E il successo è tale che si sta allargando anche al resto dello Stivale. L'azienda prevede infatti di chiudere il 2017 con 3 milioni di merendine distribuite nel Nord Italia.

"E' un prodotto che ci rappresenta - dice Massimiliano Stanco di Tomarchio – e di cui andiamo orgogliosi. La nostra gioia più grande è sapere che, proprio grazie a questo dolce, il marchio Tomachio è diventato sinonimo di qualcosa di genuino e di qualitativamente alto. E' un risultato che premia la nostra scelta di rinunciare in toto alla chimica e ai conservanti per puntare invece sull'eccellenza delle materie prime e sull'artigianalità delle lavorazioni".

Non a caso l'azienda si è sempre attenuta fedelmente alla ricetta originale della "brioscina" che, da 60 anni a questa parte, prevede gli stessi ingredienti, quelli semplici che ogni mamma utilizza nella cucina di casa per preparare i dolci per tutta la famiglia. "Anzitutto servono le uova fresche pastorizzate – spiega Stanco – che noi ci procuriamo solo presso allevamenti selezionati e certificati. Poi farina di grano tenero, zucchero, sciroppo di zucchero e... tanto amore".

 

A proposito di ingredienti, per la preparazione della Tortina, la ditta Tomarchio utilizza anche olio di girasole e perfino olio extra vergine d'oliva. "Siamo stati tra i primi in Italia – sottolinea Stanco - a impiegare l'olio extra vergine nelle merendine. Abbiamo messo a punto una lavorazione che è in grado di attenuare il sapore forte tipico dell'oliva, quella sorta di "pizzicore" non a tutti gradito, ma che al contempo mantiene inalterate tutte le caratteristiche organolettiche e nutritive dell'olio, compresi i polifenoli che fanno così bene alla salute".

Un'altra peculiarità della merendina Tomarchio è la totale assenza di conservanti, coloranti e altri componenti chimici. "Noi lavoriamo le sole materie prime – continua Stanco - e ci sforziamo di valorizzarle al massimo esclusivamente attraverso la tecnica artigianale. Le gocce di impasto scendono nel pirottino che poi viene messo direttamente in forno. Rispettiamo scrupolosamente i tempi naturali sia di lievitazione che di raffreddamento dopo la cottura, senza forzature nè accelerazioni. Infine la Tortina viene chiusa in una bustina ermetica che ne preserva la freschezza e ne garantisce la durata nel tempo".

Semplicità, genuinità e salubrità sono insomma i capisaldi su cui si fonda il successo della "brioscina". E pensare che la sua ricetta venne ideata quasi per caso, oltre sessant'anni fa, dal fondatore, il signor Tomarchio in persona, che all'inizio produceva quasi esclusivamente biscotti siciliani alle mandorle. Per sperimentare qualcosa di diverso creò un dolce del tipo "Pan di Spagna" e lo mise in vendita nella sua bottega, dove andò subito a ruba. La fama del nuovo prodotto conquistò nuovi clienti allargandosi in breve sempre di più: era nata la tradizione della Tortina Tomarchio.

Una fama peraltro giustificata dalla versatilità d'utilizzo che caratterizza la soffice brioche. "Non è solo una merendina da gustare a metà giornata – spiega Stanco -, ma molto di più: c'è chi la mangia a colazione inzuppata nel latte e chi invece la preferisce alla sera come "coccola" prima di andare a dormire. E' buona al naturale, ma si può anche tagliare a metà e farcire con crema di nocciola o panna. Qui a Catania la accompagnamo spesso con il gelato o la granita. Si presta insomma a tanti abbinamenti, anche di fantasia, tutti golosi".



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