A Trieste è tempo di Favette, dolce tradizione che colora l’autunno

In Friuli Venezia Giulia si apre la stagione dei piccoli dolcetti a base di mandorle. Della loro storia ne abbiamo parlato con Guido Ulcigrai, titolare della Pasticceria Triestina

Friuli Venezia Giulia

A Trieste i dolci sono una cosa seria. E non c’è nulla di meglio che assaporare questa città immergendosi nelle sue più golose tradizioni, capaci di racchiudere i segreti di una regione ricca di cultura. A raccontarci di come la storia di Trieste si possa assaporare anche nei suoi dolci e nelle sue stagioni è Guido Ulcigrai, titolare insieme alla sorella Evelin della Pasticceria Triestina Ulcigrai Srl. Con lui abbiamo parlato delle Favette, tradizionali preparazioni che ogni anno accompagnano nel cuore dell’autunno con il loro sapore morbido e zuccherino.

Si tratta di piccoli dolcetti rotondi a base di mandorle bianche, miele, uova, zucchero e liquore. A Trieste, spiega Guido, “queste specialità si legano alla ricorrenza di Ognissanti e per questo vengono chiamate anche ‘dolci dei morti’, ma credo piuttosto siano fatte per il piacere dei vivi – aggiunge sorridendo – anche perché, per la forma e i colori, sono amatissime anche dai bambini che le mangiano come fossero caramelle”. A dare i classici tre colori alle favette ci pensano le mandorle bianche, il cacao e un tocco di Cherry. Da dolcetti tipici dei primi giorni di novembre, aggiunge Guido, “oggi a Trieste le Favette si consumano per tutta la stagione autunnale: da settembre a Natale. Ma fuori da questa ristretta zona d’origine, che in parte ne rispetta l’antica usanza, si gustano ormai tutto l’anno”.

Quella delle Favette è solo una delle tradizioni dolciarie portate avanti dalla Pasticceria Triestina. Una storia di arte e passione che si lega a doppio filo a quella della famiglia Ulcigrai. Tutto è cominciato da un forno in cui si cuoceva pane a Isola d’Istria. Durante la seconda guerra mondiale, fu poi Giuseppe Ulcigrai, nonno degli attuali titolari, a trasferire l’attività nel centro di Trieste trasformandola in una pasticceria. Da allora gli obiettivi non sono cambiati. Come ha chiarito Guido: “L’idea è quella di conservare e portare avanti le arti dolciarie legate al territorio triestino che, a ben vedere, hanno spesso origine austroungarica, ma sono state nel tempo rielaborate localmente diventando sapori caratterizzanti e unici di questa zona”. 



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