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Tutti i segreti della Ribolla Gialla delle Venezie

Con il suo vitigno vigoroso, questo bianco nasce in una terra con tradizioni vinicole secolari. La leggerezza e le note floreali lo rendono perfetto anche per l’aperitivo

Friuli Venezia Giulia

Il segreto di un buon vino sta sempre in un terreno, una storia e una tradizione che ha saputo comprenderlo e dargli valore. Ed è vero anche per la Ribolla Gialla delle Venezie, vino bianco dal colore paglierino e il profumo floreale. Questo nettare nasce dall’omonimo vitigno a bacca bianca, di casa sui colli orientali del Friuli Venezia Giulia tra le province di Gorizia e Udine. Qui i vitigni, coltivati a un’altezza massima di circa 200 metri, si nutrono di marne e arenarie tipiche della zona del Collio dove questo vino ha ottenuto il marchio Doc. La Ribolla Gialla ama infatti la collina, dove il suo vitigno vigoroso – che germoglia e matura tardivamente - offre ottimi risultati.

Difficile risalire con certezza all’origine della Ribolla Gialla, ma di certo il vitigno era già conosciuto all’epoca dei Romani. Alcune ipotesi lo considerano autoctono di queste colline; altre lo vogliono parente dell’uva Avola, che sarebbe stata importata dai Romani stessi durante il loro dominio in terra friulana. Non manca infine chi sostiene derivi dalla varietà Robola, giunta qui dalla Dalmazia durante il dominio veneziano. In Friuli Venezia Giulia la Ribolla Gialla ha saputo comunque crescere grazie alla sapienza di un popolo dalle tradizioni vinicole secolari. E così, grazie al forte legame con il territorio, questo vino delicato ha superato anche momenti di crisi e di abbandono come è accaduto durante la Grande Guerra.

Oggi dalle uve della Ribolla Gialla in purezza si ottiene un vino dal colore quasi dorato e dal carattere inteso. Il suo aroma fruttato è capace di rilasciare delicate note floreali, e il giusto equilibrio tra freschezza e morbidezza lo rendono ottimo per accompagnare aperitivi o degustazioni di ogni tipo. In cucina si abbina perfettamente con piatti a base di pesce, soprattutto d’acqua dolce. Da provare anche con carni bianche, zuppe e vellutate di verdura. È bene servirlo a una temperatura introno ai dodici gradi, mentre il bicchiere sarà il classico tulipano, ideale per questo vino dal gusto fresco e raffinato.



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