Tutto l'aroma dell'anice nella ricetta del liquore Sassolino

Nato in provincia di Modena, il distillato di anice stellato deriva dalla ricetta originale di un droghiere svizzero. Oggi è l’ingrediente tipico di numerosi dolci

Emilia-Romagna

All’inizio del XIX secolo, nel Modenese, è nata la ricetta di un liquore che ben presto sarebbe divenuto protagonista nei salotti e un ingrediente molto apprezzato in pasticceria. Il Sassolino, così chiamato perché originario di Sassuolo, è un distillato d’anice dalla gradazione alcolica di 40° e dal sapore asciutto, aromatico e persistente con un forte sentore di anice.

Dall’aspetto limpido e brillante, ma opaco se diluito in acqua, il Sassolino fu creato nel 1804 quando lo svizzero Bazzigher si trasferì a Sassuolo con alcuni connazionali, molti dei quali speziali o droghieri. Distillando l’anice stellato, il frutto dell'Illicium verum hook, pianta simile all'alloro e originaria dalla Cina, il droghiere d’Oltralpe ottenne un liquore molto apprezzato. Il primo ingrediente fu appunto l’anice stellato, dall’aspetto di una stella legnosa formata da 6-8 follicoli ovali che contengono semi di colore più chiaro e dallo spiccato aroma. Durante la lavorazione, rimasta immutata nel tempo, i semi furono prima essiccati e poi messi in alambicchi di rame pieni di alcool insieme a spezie come cumino, cannella e finocchio.

Ben presto il prodotto, prima semplicemente chiamato “distillato d’anice”, fu chiamato Sassolino per le sue origini e, come riportano le testimonianze storiche, grazie ai cadetti dell’Accademia militare di Modena la sua fama si diffuse in tutta Italia ottenendo anche diversi riconoscimenti. Oggi la Distilleria Stampa, custode della ricetta originale, continua a produrre il Sassolino.

Il distillato all’origine era un prodotto più sciropposo e dolce, di minore gradazione alcolica rispetto a quello attuale. Proprio per queste caratteristiche conquistò la fama di liquore amato dalle signore e consumato nei salotti dell’alta società.

Il Sassolino viene consumato a fine pasto come digestivo, servito anche con ghiaccio, nel caffè o nel tè. In cucina viene impiegato principalmente per aromatizzare le preparazioni dolci, dal pan di spagna alla famosa zuppa inglese, creme, macedonie e specialità tipiche come il "Bensone", la ciambella dolce modenese.



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