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Un brindisi con i vini del Salento mette tutti d'accordo

Dal Negroamaro al Primitivo fino al liquoroso Aleatico, ecco come la tavola celebra i suoi sapori con i profumi unici del cuore della Puglia

Puglia

Bianchi, rossi e rosati. Quando si pensa al Salento si pensa alla buona tavola, ma anche al buon vino. Del resto la Puglia era già considerata ai tempi dei romani la cantina dell’impero per le sue campagne fertili e la qualità dei vitigni autoctoni. Negroamaro, Primitivo, Aleatico, malvasia nera, Susumaniello sono i più noti e chi è alla ricerca di un buon nettare di Bacco in Salento le proposte si moltiplicano. I vitigni Negroamaro e Primitivo, i più diffusi nel territorio, permettono un’ampia produzione di vini rossi dal sapore deciso e freschi rosati, sempre più apprezzati. Proprio in Salento, nel 1943, fu prodotto il primo vino rosato italiano ottenuto da uve Negroamaro e Malvasia nera.

Ben otto vini del Salento hanno ottenuto il marchio Dop: il Leverano, l'Alezio, il Copertino, il Galatina, il Matino, il Nardò, il Salice salentino e lo Squinzano. Ma la produzione di qualità è ben più ampia di quella riconosciuta dal marchio di origine.

Il Negroamaro è il vitigno più antico e produttivo del Salento, diffuso nelle province di Brindisi, Taranto e Lecce, e certamente tra i più noti vini della Puglia. Il Negroamaro, dalla gradazione media di 12-13 gradi, è un vino dal colore rosso-granato, dal profumo intenso e fruttato con sentori di piccoli frutti a bacca nera e tabacco. Al palato ha un gusto pieno, amarognolo e rotondo. È un vino a tutto pasto che si sposa benissimo con i piatti dai sapori decisi dalla pasta alla carne, anche di agnello. Dallo stesso vitigno si ottiene il Salice salentino dal sentore fruttato con note di ciliegia e prugna. Il suo gusto è ricco e strutturato e si accompagna con piatti saporiti dai primi alle carni e ai formaggi.

Quando si parla di Primitivo si pensa subito a Manduria, in provincia di Taranto. Proprio qui nasce uno dei vini più apprezzati del territorio che si è fatto conoscere anche all’estero. In questa terra argillosa l’uva di primitivo matura precocemente e si raccoglie già alla fine di agosto. Aspetto che però non toglie aroma al Primitivo, vino rosso corposo e dalla gradazione alcolica che varia dai 14 ai 16 gradi a seconda se secco o dolce. Il primo si sposa perfettamente ai piatti tipici pugliesi come salumi, la carne di maiale ma anche selvaggina e i formaggi, il secondo ai dessert e ai formaggi più stagionati. Per degustare questi vini rossi strutturati e apprezzarne al meglio le caratteristiche è consigliabile utilizzare calici ampi o baloon.

Negroamaro e Primitivo sono anche prodotti nelle versioni bianche e rosate: la scelta dipende dai gusti e dagli abbinamenti con le pietanze.

C’è poi l’Aleatico dal sapore pieno e dolce prodotto nel Leccese e nel Brindisino. Dal colore rosso prugna con riflessi violacei, questo vino ha un profumo intenso e caratteristico di confettura. In bocca risulta caldo, pieno e vellutato. Con una gradazione minima di 15 gradi si produce come “Dolce naturale” e “Liquoroso dolce naturale” che raggiunge anche i 18 gradi. È un vino da assaporare con formaggi freschi erborinati o con i dolci, soprattutto con la pasticceria secca, magari a base di mandorle.

I vitigni di Malvasia nera donano un vino dal colore rosso intenso e con profumo intenso e persistente di frutti rossi e amarena. Il gusto è caldo e si sposa bene con le carni rosse e bianche, gli arrosti e i formaggi a pasta dura di media stagionatura. E, di fronte a tanta abbondanza, non resta che alzare i calici per un brindisi.



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