Una tira l'altra

Il lavoro dà buoni frutti, e viceversa: le ciliegie creano occupazione e mantengono vive le campagne di Turi, di generazione in generazione.
Puglia
L’agricoltore è responsabile in prima persona di quello che altri mangiano. Potrebbe non dormirci la notte, o invece viverlo come motivo di orgoglio quando ha fatto il suo lavoro. Lo sa bene Nicola Giuliano, erede insieme ai fratelli Giovanni e Vito dell’azienda di famiglia che porta il loro cognome, una delle più grandi in Italia nel settore ortofrutticolo, con sede a Turi (BA). L’azienda conta oltre un migliaio di produttori associati e da 50 anni e tre generazioni è impegnata a lavorare ed esportare frutta e ortaggi quasi al 100% di origine pugliese. In particolare uva da tavola (di cui è la principale esportatrice italiana), ciliegie e carciofi, ma anche pesche, nettarine, albicocche e agrumi.

Giuliano Srl offre fondamenta stabili al territorio in cui opera: oltre ai 20 membri dello staff e ai 700 del personale di stabilimento, per i Giuliano lavorano 1200 operatori stagionali. Senza contare poi l’indotto occupazionale delle attività in campagna, degli approvvigionamenti, degli imballaggi e dei trasporti. “La nostra azienda contribuisce a preservare una campagna che altrimenti rischierebbe di venire abbandonata”, riassume Nicola. Se la zona è diventata terra di maestri produttori e agricoltori, il merito però va anche al territorio: i terreni calcarei della provincia di Bari e le acque dolci delle falde sotterranee, ricche di sali minerali, favoriscono la crescita e la maturazione di una frutta più turgida e vivace, che dà sensazioni gratificanti al palato. Come le Ciliegie Ferrovia di cui Turi è capitale.

Questa cultura agricola ancora fortemente radicata comporta continuità generazionale e specializzazione, sia per quanto riguarda i produttori sia per gli operatori dello stabilimento. “La possibilità per i giovani di studiare e formarsi in materie agronomiche porta con sé una nuova mentalità nella gestione delle aziende, più dinamiche e flessibili - osserva Antonio Balacco, Responsabile qualità di Giuliano, “In questo modo diviene più facile”, aggiunge il tecnico agronomo Graziano De Filippis, “interfacciarsi con i produttori, concordare linee guida comuni, effettuare controlli e assistenza in campo, nel rispetto dei disciplinari di produzione integrata previsti dalla Regione, dall’azienda e da Coop”.
È il caso di Tino Sabino, giovanissimo produttore e collaboratore del servizio tecnico di Giuliano, il cui nonno già conferiva le sue ciliegie all’azienda. Sabino mette a punto dei protocolli di difesa specifici per le ciliegie, limitando l’uso di determinati fitofarmaci. Ha inoltre introdotto particolari innovazioni per migliorare la gestione del suolo e renderla più ecocompatibile: l’azienda è inerbita, ossia ha ridotto le arature e la lavorazione del terreno e di conseguenza l’emissione di CO2. Nel suo ciliegeto poi l’erba viene soltanto falciata e il terreno si arricchisce grazie al naturale apporto di sostanza organica.



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