Uva Regina Igp: dolcezza pugliese da mordere

Robusta e croccante, questa varietà è parte delle Igp Uva di Puglia ed è pronta per finire sulle tavole. A parlarci delle sue tante virtù è Michele La Porta, presidente di OP Agritalia

Puglia

Dolce, croccante, profumata d’autunno e di terre generose. A distinguere l’uva Regina sono le sue qualità uniche che, nel tempo, l’hanno eletta tra le protagoniste della tavola di settembre. A parlarci di questa varietà –  che rientra tra le Igp Uva di Puglia - è Michele La Porta, presidente di Op Agritalia che a Barletta produce e commercializza verdura e frutta, in particolare uva da tavola.  “La Regina è un’uva bianca molto piacevole” ha spiegato “il profumo è intenso, l’acino grande e allungato: si presenta dorata con la buccia spessa e ambrata da striature lasciate dal sole”. Proprio la sua robusta e piacevole consistenza, che non viene disturbata nemmeno dai semi legnosi, consente una certa conservabilità e ne facilita il trasporto.

L’uva Regina è di casa in terra pugliese ormai da secoli. “Questa varietà pare fu importata dalla Siria grazie agli antichi Romani” chiarisce La Porta. “Qui ha trovato subito condizioni climatiche e terreni ottimali che oggi la vedono crescere nelle zone di Bari e Barletta, ma anche nel Foggiano e nelle aree di Taranto”. Come le altre Uve di Puglia Igp (marchio che tutela le varietà Italia, Regina, Victoria, Palieri e Red Globe) anche la Regina deve essere prodotta nella regione nelle zone indicate dal Disciplinare poste al di sotto dei 330 metri sul livello del mare.

Grazie all’intesa con il territorio pugliese, la produzione di Uva Regina è cresciuta negli anni accanto alle altre uve da tavola che oggi sono parte dei menù autunnali di tutta Italia - e non solo. “Si tratta di una varietà settembrina – ha aggiunto - che si gusta prevalentemente fresca, al naturale. Per il sapore gradevole e l’aroma intenso è utilizzata anche per cucinare dolci o torte”. Qualcuno pare ci addobbi perfino la pizza, perché in Puglia non manca certo l’ispirazione per valorizzare quest’uva che ogni Ferragosto, a Barletta, finisce  per adornare i piedi della Madonna in richiesta di un propizio anno di vendemmia. Ed è vero: la Regina è buona così com’è, ma a dirla tutta “sa soddisfare i palati anche in insalate o antipasti, magari accompagnata da una selezione di formaggi locali”.



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