“OPERA TUA”: VOTA L’OPERA D’ARTE DA RESTAURARE

Sei un socio di Coop Alleanza 3.0? Fino al 10 novembre per ogni tappa di “Sapori, si parte!” scegli un capolavoro artistico da recuperare
grazie al contributo della cooperativa: subito per te uno sconto per l'acquisto di prodotti del territorio!

In Veneto la passione per i bruscàndoli sboccia a primavera

Da marzo a maggio, la raccolta del luppolo selvatico porta a tavola tutto il sapore della biodiversità  

Veneto

A primavera, tra marzo e maggio, in Veneto lungo i fossi, tra i rovi e dove c’è fresco e più umidità, si raccolgono i bruscàndoli, i germogli di luppolo selvatico spesso confusi con gli asparagi selvatici per la loro somiglianza. Chi li conosce bene, al contrario di quello che si potrebbe pensare, privilegia la raccolta dei getti più grandi perché sono ancora più gustosi.

La raccolta avviene a mano e, a seconda dell’uso si possono consumare anche 20 centimetri del gambo, scartando le foglie più grosse e conservando le più piccole, oltre che le cime. Per l’uso erboristico si raccolgono, invece, i fiori femminili, infiorescenze gialle, ma in questo caso bisogna prestare grande attenzione perché è molto facile fare confusione tra un’erba e l’altra. Una volta raccolti, i bruscandoli devono essere consumati rapidamente, entro due o tre giorni, perché sono molto delicati e tendono a perdere il loro turgore. Per mantenerli freschi basta metterli in un vaso con dell’acqua, esattamente come i fiori, o sistemarli in frigorifero dopo averli avvolti in un canovaccio inumidito.

Il sapore dei bruscandoli è delicato e leggermente amarognolo, caratteristica che li rende perfetti per preparare molti piatti come frittate, minestre o risotti. Si possono anche gustare lessati – bastano cinque minuti o poco più in acqua bollente – e conditi con olio, sale, limone o peperoncino. Tra i pregi dei bruscandoli c’è il ridotto apporto calorico unito a proprietà tonificanti, rinfrescanti, diuretiche e lassative. Non è un caso che, fin dall’antichità, fossero utilizzati come rimedio per la digestione, stimolanti delle funzioni epatiche, purificatori del sangue o per il trattamento di problemi intestinali.

Insomma i bruscandoli, prodotto della biodiversità, sono davvero amatissimi in Veneto, tanto che solo qualche anno fa l’ipotesi dell’obbligo di un tesserino per la loro raccolta scatenò numerosi malumori (ma serve o no?). Giusto per valorizzare il luppolo selvatico, dall’inconfondibile amaro aromatico, i veneti si sono messi a produrre anche la birra, tutta a “km 0”.

 

Fonte immagine: https://it.wikipedia.org/wiki/Humulus_lupulus#/media/File:Humulus_lupulus_shoots1.jpg



Stampa in PDF