William e Max Red Bartlett: ad agosto ritorna la Pera Mantovana Igp

Sono le più vendute al mondo, ma anche le più interessanti dal punto di vista nutrizionale. Di origine anglosassone, ogni anno maturano egregiamente nel mantovano
Lombardia


In principio fu la William, con la sua buccia gialla e lucente, poi venne la Max Red Bartlett, dal bel colore rosso vivo e dalle caratteristiche striature. È con le due “gemelle diverse” che in questi giorni si apre la lunga stagione di raccolta della Pera Mantovana Igp, destinata a protrarsi fino ad autunno inoltrato in virtù del diverso periodo di maturazione che contraddistingue le sei varietà insignite del marchio di Indicazione geografica protetta.

Il nome tradisce l’origine anglosassone di queste due primizie, che tanto bene si sono ambientate nel cuore della bassa mantovana, dove hanno trovato condizioni pedoclimatiche ideali per crescere dolci e succose. Qui, nel cuore della Pianura Padana, i fertili terreni argillosi e il clima continentale sin da tempi remoti garantiscono la produzione di pere di altissima qualità: alcune fonti evidenziano come già nel 1475 quella della pera in questa zona fosse di gran lunga la coltura più diffusa.

Naturale che la William, cultivar selezionata in Inghilterra tre secoli più tardi, sia riuscita tanto bene a mettere radici da queste parti. Con la sua polpa succosa, aromatica e molto zuccherina, fondente e gustosa, e la sua caratteristica precocità - viene raccolta già a partire dai primi di agosto - si è infatti rapidamente imposta a fianco delle varietà autoctone.

Per gusto e consistenza le è molto simile la Max Red Bartlett, raccolta a partire dalla seconda metà di agosto. Si tratta in tutto e per tutto della stessa pera: l’unica differenza sta nel colore, in questo caso un bel rosso acceso, con striature chiare via via più evidenti col procedere della maturazione. Anche in questo caso siamo di fronte a una varietà che arriva da lontano: è infatti il frutto di una mutazione naturale delle gemme descritta per la prima volta negli Stati Uniti nel 1938.

Da allora le due “gemelle diverse” condividono il primato di pere più coltivate al mondo. Non solo: le varietà più diffuse sono anche quelle di maggior interesse dal punto di vista nutrizionale. Ciò in virtù della loro impareggiabile ricchezza di fibre, che non solo ha effetti benefici sull’intestino e aiuta a combattere il colesterolo, ma ne determina anche un altissimo potere saziante: anche per questo sono un fedele alleato di ogni dieta estiva che si rispetti.


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