Mantova in tutti i sensi. Idee di viaggio

Patrimonio dell’Unesco e patria della zucca, luogo d'arte culinaria e di scorci da favola. Ecco perché l’autunno vale una visita alla città dei Gonzaga

Lombardia

Il fascino della città d’arte condito dai segreti di tradizioni contadine. Mantova è così: lascia in bocca un sapore agrodolce e raffinato, proprio come alcuni dei suoi piatti più noti. Perché questa città dal carattere forte ha mantenuto intatto uno spirito capace di incantare i visitatori in ogni stagione. Ed è qualcosa che in autunno si nutre di paesaggi sfumati dalla nebbia e passeggiate sull’acqua, ma anche della profonda cultura che - tra arte, storia e leggende – continua a vivere nella città dei Gonzaga, rendendo unica anche la sua cucina.

Per visitare Mantova si può allora cominciare dal suo centro storico, riconosciuto Patrimonio dell’umanità dall’Unesco, insieme alla vicina Sabbioneta, nel 2008. A scolpirne il profilo sono stati proprio i Gonzaga che hanno governato la città per quattro secoli, facendone uno dei centri più importanti del Rinascimento italiano. Oppure si può scegliere di cominciare dalle sue acque, e più precisamente dai tre laghi che ne abbracciano i confini urbani. Si tratta del lago Superiore, di Mezzo e Inferiore che offrono un punto di vista privilegiato per ammirare il profilo monumentale della città.

La leggenda racconta di specchi d’acqua fatati, nati dalle lacrime della profetessa Manto, ma l’attuale assetto idraulico risale al 1190: una geniale opera di Alberto Pitentino che regola ancora oggi il corso del fiume Mincio attorno alla città. Il sistema dei canali è collegato indirettamente al Po e ha permesso in passato - e permette tuttora - il traffico merci e lo sbocco sull'Adriatico. Le aree verdi sulle rive dei laghi offrono così lo spunto per passeggiate e momenti di relax, sempre che non si abbia l’ardire di concedersi un viaggio in battello nelle acqua mantovane partendo proprio da una delle sponde. Le rive del lago di Mezzo sono invece imperdibili per gli appassionati di scienza che potranno sperimentare il percorso interattivo che disegna il cosiddetto Sentiero della scienza.

Dai laghi (o costeggiando le loro rive) si può “sbarcare” nelle vicinanze dell’imponente castello di San Giorgio da cui è possibile iniziare a esplorare questa città ricca di arte e testimonianze storiche. Il castello, costruito a partire dal 1395 sulle macerie di una chiesa, fu per lunghi anni la residenza di Isabella d’Este, moglie di Francesco II Gonzaga e celebre nobildonna del Rinascimento, nota per aver voluto alla sua corte numerosi artisti e umanisti tra cui figurano Leonardo Da Vinci e Ludovico Ariosto.

Senza lasciare la corte dei Gonzaga, si può proseguire verso piazza Sordello, antico cuore della vita artistica e politica di Mantova che accoglie il Palazzo Ducale e il Duomo, oltre a Palazzo Bonacolsi e a Palazzo Acerbi. Per visitare lo storico centro dei commerci occorre invece raggiungere piazza delle Erbe - adiacente alla basilica di Sant’Andrea, opera di Leon Battista Alberti. In questa piazza spiccano il Palazzo del Podestà, Palazzo della Ragione, oltre alla Rotonda di San Lorenzo e alla Torre dell’orologio. Monumenti che hanno visto mercanti e venditori avvicendarsi lungo lo scorrere dei secoli tra le botteghe, l’arte e i prodotti della terra.

Giunti nel cuore di Mantova, una cosa è certa: questa piccola panoramica non può lasciare da parte i tesori gastronomici della sua terra. Qui i saperi contadini e la cucina povera hanno saputo sposarsi con la raffinatezza delle corti – specialmente a tavola.  La tradizione ha valorizzato innanzitutto le colture tipiche mantovane tra cui spiccano eccellenze autunnali come la zucca (da gustare nei rinomati tortelli di zucca o valorizzando il  riso di queste terre) il tartufo mantovano, la pera mantovana Igp

Zucca e amaretti, unione perfetta nei tortelli mantovani

Imperdibile il Salame Mantovano, ma anche i Ciccioli mantovani, lo Strolghino di culatello, il Fiocco e altri capolavori di arte norcina. Le carni dei bolliti a Mantova si gustano magari con un bicchiere di Lambrusco Mantovano Doc e rigorosamente con la Mostrada Mantovana. Mentre a trionfare fra i formaggi è il Parmigiano Reggiano Dop che - in questa terra di confine tra “zone d’origine” - si affianca alla produzione del Grana Padano Dop, prodotti rispettivamente sulla riva destra e sinistra del Po. Infine, le acque dolci della zona offrono spunti per grandi classici come il pesce gatto o il luccio da gustare in salsa o in bianco.

Il meraviglioso mondo della Mostarda Mantovana

Per concludere questo primo assaggio di Mantova non ci si può che rivolgere alla sua tradizione dolciaria e alla leggendaria torta sbrisolona. Per le strade della città, questo dolce friabile a base di farina di mais si contende le vetrine di panifici e pasticcerie con altre specialità come la torta Helvetia o il ricco anello di monaco. Tentazioni a cui di certo occorre cedere senza indugio prima di lasciare questa città dai tanti volti e dall’accattivante cucina “di principi e di popolo”.

Cose da non perdere
Laghi di Mantova
Parco della Scienza

Cosa mangiare
Tortelli di zucca
Risotto alla pilota
Mostarda mantovana
Tartufo mantovano
Ciccioli mantovani
Sbrisolona

Cosa bere
Lambrusco mantovano Dop



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