Nel cuore della Basilicata. Idee di viaggio

Gusti da scoprire e tradizioni da amare: ecco la meta perfetta per chi apprezza la buona cucina e la vita dei campi, il mare e il turismo lento

Basilicata

Il cuore dalla Basilicata in estate si tinge di rosso. Il colore lo prende a prestito dai peperoni lasciati seccare al sole nella valle del Sinni, mentre i profumi sono quelli portati dal Mediterraneo. Aromi intensi che si combinano senza sforzo con le specialità di questa terra, spaziando tra gustosi salumi, pani dalla ricetta antica e formaggi profumati. In Basilicata l’estate ha infatti sapore di riti e tradizioni: di gesti altrove dimenticati, ma anche di passeggiate nella natura, sagre paesane e preziosi scenari storici.

Dopo aver attraversato le consuete rotte turistiche, o dopo essersi concessi una pausa lungo la costa, non si può certo lasciare questa regione avvolgente senza degustarne i paesaggi e le tradizioni più intime. Si può allora cominciare con il perdersi nelle meraviglie naturali del Parco nazionale del Pollino, una delle più vaste aree protette in Italia, divisa tra le province di Potenza, Matera e Cosenza. Un luogo ideale per escursioni che si allungano tra le vette del Dolcedorme e di Cozzo del Pellegrino, e gli orizzonti mozzafiato disegnati sul mare. Qui uomo e natura hanno intrecciano legami millenari che il Parco Nazionale del Pollino, istituito nel 1993, conserva e tutela abbracciando un territorio ricco di meraviglie e piccoli paesi. Tra questi s’incontra anche Senise, la vera patria dei peperoni da stendere al sole. Un luogo da visitare, dunque, ma anche da conoscere e gustare lasciando spazio alle tradizioni e ai suoi dintorni ricchi di storia. 

Per visitare Senise si può cominciare dal suo affascinante castello dalle mura merlate che risale al 1200 (ma poi ricostruito nel 1400). Il paese, sorto in epoca normanna, conserva inoltre edifici di grande interesse storico e architettonico come la chiesa di S. Francesco del 1270, la chiesa dei Cappuccini, la torre Capalbo e gli antichi palazzi gentilizi (Barletta, Marcone, Donnaperna, Fortunato). Per gli amanti della natura è imperdibile il lago di Monte Cotugno, un bacino artificiale che crea un ambiente ricco di vegetazione e di fauna. Ma il vero tesoro di questi luoghi è il peperone Igp che qui viene celebrato in agosto con una grande sagra.

Peperone di Senise Igp: oro rosso per tutte le stagioni

A Senise l’essiccazione del peperone Igp avviene ancora secondo metodi locali naturali. In questo piccolo centro in provincia di Potenza li si trova infatti intrecciati in lunghe collane da appendere ai balconi che, nel tempo, hanno mutato la loro forma proprio per far spazio a questo “oro rosso”, anima di un territorio fatto di agricoltori e mercanti. La raccolta è prevista di norma all’inizio di agosto, ma per ogni grado di maturazione c’è un diverso utilizzo del peperone. In queste terre è infatti grande protagonista in cucina, e lo attestano le innumerevoli ricette che lo contemplano anche in versione tritata. Ecco perché attraversare le vie del borgo in estate può essere magico, ma anche sedersi a tavola conserva un gusto tutto particolare. È qualcosa che si può vivere anche nei dintorni, dedicandosi ai sapori tipici di formaggi come il Canestrato di Moliterno Igp che si produce nei territori di Potenza e Matera, ed è l’unico formaggio ovi-caprino con marchio Igp. In queste aree è inoltre simbolo della transumanza ed è lavorato lungo gli antichi percorsi delle greggi.

Il canestrato di Moliterno racconta con il sapore la Basilicata

Immergersi nel cuore della Basilicata è ideale anche per conoscere i suoi salumi e le sue carni tra cui spicca la Lucanina di Picerno, salsiccia a base di finocchietto selvatico, tipico ingrediente della cucina lucana. E se questo non bastasse, è bene sapere che anche nella semplicità del pane si celano saperi antichi. Perché la panificazione, specie nella zona di Matera, può essere considerata un’arte della memoria. Qui ogni paese, anche il più piccolo, ha infatti usanze precise e un proprio lessico per indicare le diverse tipologie e forme di pane.

Cibo per la memoria

Per concedervi un’ultima tipicità, in agosto potete spingervi fino al delizioso borgo di Rotondella (Matera) e assaporare una preparazione che - in questa stagione - è protagonista di una nota sagra. Si tratta del Pastizz di Rotondella: una sfoglia di grano duro ripiegata su se stessa fino a formare una mezza luna dal colore dorato. Il ripieno è fatto di carne tagliata a piccoli pezzi e condita con uova, formaggio, prezzemolo, olio extra vergine d’oliva, pepe e sale. Per tradizione la scelta della carne del Pastizz era legata a tre momenti dell’anno: l’uccisione del maiale (carne di suino), la Pasqua (carne di capretto o agnello) e la festa di Santa Maria d’Anglona a inizio settembre (carne di tacchino o pollo). Oggi, mentre il Pastizz si fa strada tra i classici dello street food, si tende a utilizzare soprattutto carne suina. Lo spuntino ideale, dunque, per una pausa gustosa attraversando questa regione incantata in cui, anche il più piccolo borgo sembra meritare uno sguardo e un assaggio.

Luoghi da non perdere
Parco Nazionale del Pollino
http://parcopollino.gov.it/

Cosa mangiare

  • - Peperoni di Senise Igp
  • - Canestrato di Moliterno Igp
  • - Salsiccia al finocchietto
  • - Pastizz di Rotondella


Stampa in PDF