Nella Sicilia dei Nebrodi. Idee di viaggio

Ecco come gustare le specialità, i paesaggi e le tradizioni dell’isola scegliendo di attraversare i suoi monti incantati

Sicilia

C’è una Sicilia che si svela quando il sole diventa morbido e le giornate si fanno più brevi. L’autunno è un buon alleato per godersi anche quel volto dell’isola che rischia altrimenti di passare in secondo piano, scalzato dalla vivacità delle coste e l’incanto delle spiagge. Il nostro itinerario ci porta infatti nell'entroterra messinese, sui Nebrodi: qui monti e mare danzano insieme, dando forma a una varietà di profumi e sapori dal carattere unico. Gli stessi che caratterizzano i formaggi e i salumi tipici di questa zona in cui i dolci declivi si allungano senza sforzo verso la costa.

Vacche al pascolo su Monti Nebrodi

In questo territorio la fine dell’estate apre anche la stagione delle amate Nocciole dei Nebrodi, un prodotto di elevata qualità e oggetto di sempre più approfondite valorizzazioni. Del resto “il nocciuolo, in Sicilia, è l’arancio della montagna”. Lo affermava Ferdinando Alfonso già nel 1886, curando l’incipit del suo monumentale trattato su questa produzione diffusa nel messinese e non solo. A dirla tutta, nell’area dei Nebrodi poco prima impazzava la coltura del gelso, legata all’allevamento del baco da seta. Alla fine dell’Ottocento, una pesante crisi del settore aveva rischiato di mandare intere famiglie sul lastrico, e così il nocciolo ha cominciato a diffondersi. E grazie alla sua adattabilità - nonché grande generosità - ha subito preso piede estendendosi a macchia d’olio.

Le Nocciole dei Nebrodi si preparano alla riscossa

A ben vedere, la nocciola è solo una delle specialità che appartengono al Parco dei Nebrodi che si può attraversare lungo uno dei suoi differenti itinerari. E se davvero volete immergervi nella cultura di quest’area, e seguire le orme di pastori e contadini, la scelta giusta è quella di percorrere l’Itinerario delle sorgenti, dove l’acqua torna protagonista abbracciando le energie e i ritmi della terra. Il sentiero si trova nella zona centrale dei Nebrodi, versante sud: diciotto km che si sviluppano ad anello. Il cammino comincia e si conclude a Maniace, in provincia di Messina, e attraversa una delle vallate più fertili di tutta la Sicilia, lasciandosi l’Etna letteralmente alle spalle.

L'Etna visto dai Nebrodi

Maniace offre fin da subito uno scenario magico. Il piccolo centro sorge infatti in una fertile e irrigua vallata, al punto di congiungimento di tre torrenti: il Cutò, il Martello e il Saracena, che scendono dai monti Nebrodi per confluire nel fiume Simeto. Nella sua prima metà, il sentiero ricalca le vie percorse per secoli dai pastori provenienti da Tortorici (uno dei borghi più grandi e importanti di queste montagne) e dal versante opposto dei monti, che punta verso la costa settentrionale. Lungo questo tratto, che conduce fino al rifugio Donnavida (1300 metri), s’incontrano diverse sorgenti d’acqua, quasi tutte cintate e sgorganti da muretti a secco: la Farina e la Fanusa, la Donnavida e quindi la sorgente Virgilio a quota 1300 metri.

Proseguendo quindi lungo una pista interna della forestale si giunge alla vecchia Trazzera Regia che gli allevatori utilizzavano per la transumanza degli animali. Da questa trazzera si raggiunge la località Serra Spina a quota 1558 metri. Continuando per il sentiero - e guardando l’Etna sullo sfondo, tra pascoli di montagna e zone rimboschite - si arriva all’Obelisco di Nelson, in località Serra del Mergo (1553 metri), che segna il punto mediano dell’itinerario. Da qui in poi il cammino si svolge prevalentemente in discesa. Il sentiero in terra battuta in direzione nord-ovest lambisce la zona di Foresta Vecchia e attraversa una fitta faggeta. Prosegue quindi alla volta della “Sorgente del Medico”, che secondo la leggenda possiede proprietà terapeutiche, per passare infine alla “Sorgente Valle dell’Uomo Morto” e proseguire verso il punto di partenza.

Formaggi dei Nebrodi, il gusto che nasce tra le bellezze dei parchi

Pecorino dei Nebrodi

Questo itinerario dal gusto naturalistico può lasciare anche largo spazio alla cultura gastronomica locale. Protagonisti indiscussi della zona sono i prodotti dell’arte casearia: il dolce o piccante Canestrato, il gustoso pecorino, la profumata provola e la delicata ricotta sono ancora oggi lavorati dai pastori come vuole la tradizione. Degni di nota sono inoltre i salumi come il Salame Sant’Angelo Igp e le produzioni ottenute con le carni del tipico suino nero dei Nebrodi. Pregiate anche le produzioni d'olio d'oliva, miele, nocciole e pistacchio; saporite le conserve di pomodori, funghi e melanzane che l’autunno rende ancora più preziose strizzando l’occhio a una terra magica da gustare non solo lungo la costa.


Salame Sant'Angelo Igp

Luoghi da non perdere:
Parco dei Nebrodi
www.parcodeinebrodi.it

Cosa Mangiare

  • Salame Sant’Angelo Igp
  • Nocciole dei Nebrodi
  • Pecorino e ricotta dei Nebrodi


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