Nelle terre di Treviso, dove il radicchio fa sognare. Idee di viaggio

Baciata dalle acque e accarezzata dal gusto del mistero, è una città ideale per chi ama l’arte, la buona tavola invernale e gli scorci romantici

Veneto

Treviso d’inverno svela la magia dei suoi angoli romantici e delle incantevoli piazze. Le storiche mura cittadine conservano intatto il piccolo borgo medievale, da vistare con ritmi lenti per assaporarne l’atmosfera. A completare l’opera ci pensa l’alternarsi di edifici storici, antichi mulini ad acqua, portici e canali pittoreschi.  Visitare Treviso significa infatti immergersi in un’atmosfera senza tempo, ma anche in un’infinità di sapori: primo fra tutti quello del radicchio rosso. Una specialità che qui, durante la stagione fredda, è regina delle tavole e padrona dei campi, nonché delle tante manifestazioni ospitate nella zona.

Radicchio rosso di Treviso IGP: un'opportunità per i trevigiani

Certo, Treviso val bene una visita anche per il tiramisù (di cui il Veneto, a quanto pare, contende la paternità con il Friuli Venezia Giulia), un buon bicchiere di prosecco o un immancabile Spritz. Ma è l’immagine del radicchio ad essere indissolubilmente legata al cuore della città: alla piazza dei Signori e alla Torre civica sulla quale spicca. Pare che la prima mostra del radicchio sia stata organizzata nel 1900 proprio sotto il palazzo dei Trecento. Il fascino di Treviso è dato anche dal legame con il fluire del Sile e dei suoi affluenti, e dal suo specchiarsi sulle acque di risorgiva che sono impiegate per l’imbianchimento del radicchio. Per essere autentico, il Radicchio Rosso di Treviso Igp deve infatti provenire dall’area tipica posta fra le province di Treviso, Padova e Venezia. In più deve essere ottenuto secondo la tradizionale tecnica di forzatura e imbianchimento durante la quale i mazzi, dopo la raccolta - che avviene normalmente dai primi di novembre - sono posti in vasche riempite con acqua corrente di risorgiva. Dopo circa quindici giorni, una volta ottenuti i nuovi germogli, si procede con la fase di toelettatura, lavaggio e confezionamento.

Lungo le rive del fiume, nei pressi dell’ex ospedale dei Battuti, ancora oggi si possono incontrare gli attracchi e altre testimonianze della sua funzione di via d’acqua. Il Sile era infatti il principale collegamento con Venezia e, a quanto pare, da qui partivano i radicchi per essere venduti in passato sui banchi di Rialto. La città è inoltre ricca di monumenti e opere d’arte da visitare anche nello spazio di un’intera giornata. Tra questi merita di certo un’occhiata la Piazza dei Signori e il Palazzo dei Trecento, la Loggia dei Cavalieri, il Duomo, le Chiese di San Nicolò con lo splendido capitolo dei Domenicani affrescato da Tomaso da Modena, Santa Caterina, San Francesco, la chiesetta di Santa Lucia, Santa Maria Maggiore, il Museo Bailo, le interessanti mura cinquecentesche e le moltissime dimore affrescate che si affacciano sulle principali strade cittadine.

Treviso è inoltre il punto di partenza per percorrere la rinomata Strada del radicchio rosso. Usciti dalla città, seguendo il corso del fiume si arriva a Santa Maria del Sile per poi raggiungere Quinto di Treviso dove si possono ancora vedere alcuni complessi molitori (mulini Grendene, Bordignon, Favaro e Rachello). Il cammino riprende, lungo la sponda destra del fiume, fino a Santa Cristina, dove si trova l’Oasi naturalistica del Mulino Cervara: una vasta area palustre di venticinque ettari che, con la vicina Palude del Barbasso, costituisce una delle più importanti zone umide del Parco Naturale Regionale del Fiume Sile. Si prosegue poi lungo una serie di tappe che conducono nel cuore stesso del territorio attraverso arte, natura e cultura gastronomica.

Non è finita, perché le terre trevigiane celano anche antichi misteri e luoghi leggendari dove si possono incontrare spiriti di dolci fanciulle e di prelati, discendenti dei Collalto e dei Minucci, anime dannate della dinastia degli Ezzelini e ancora, monaci vaganti tra i ruderi di un’abbazia, creature misteriose di un antico Bosco Veneziano. Un itinerario per gli amanti della magia è racchiuso nel libro di Loris Curto Marca magica e misteriosa edito da Dbs Zanetti per la collana Millepiedi. Il volume propone un viaggio fatto di parole e immagini nelle località magiche, misteriose e insolite della Marca Trevigiana. Tra le zone indicate figurano Treviso, Castellana, Asolano, Montebellunese, Montello e Sile; di ognuna l’autore racconta segreti e curiosità per chi non vuole perdersi nulla dell’incantesimo che avvolge le terre trevigiane.

Cose da non perdere
- Parco Regionale Naturale del Fiume Sile
- La strada del radicchio rosso

Cosa Mangiare
- radicchio (risotto e non solo)
- tiramisù
- salsiccia
- pesci d'acqua dolce
- cicchetti

Cosa bere
- prosecco
- spritz
 

Fonte immagine: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:20050528-015-treviso-sile.jpg



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