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San Daniele del Friuli e i suoi gustosi segreti. Idee di viaggio

Tra le morbide colline dove nasce il noto prosciutto e non solo. Ecco come immergersi in un territorio dal clima unico, ricco di spunti culturali e tappe gastronomiche

Friuli Venezia Giulia

Talvolta i segreti gastronomici di un territorio sono racchiusi tra le linee delle sue colline e i profumi di un fiume dalla bellezza selvaggia. Ed è qualcosa che si scopre senza sforzo visitando San Daniele del Friuli (Udine), patria dell’amato prosciutto Dop e della “Regina” tra le trote affumicate. Adagiato sulle alture, San Daniele sorge nel cuore della regione: da qui si ci si affaccia su panorami incantati che, nel silenzio dell’inverno ormai finito, diventano ancora più avvolgenti. Si respira così la magia del suo clima speciale che potrà essere gustato nei ristoranti e nelle tante prosciutterie, ma non prima di aver assaporato un altro volto nascosto della città.

Già, perché oltre ai trucchi della tradizione gastronomica, San Daniele custodisce anche segreti culturali e artistici inaspettati. La città ospita infatti una delle biblioteche più prestigiose d'Italia, nonché la più antica del Friuli Venezia Giulia: la Biblioteca Guarneriana che conserva preziosi codici miniati. Degno di nota anche il Duomo di San Michele Arcangelo, opera dell’architetto Domenico Rossi che spicca nella piazza principale e risale al XVIII secolo. Non può inoltre mancare una visita alla chiesa di Sant’Antonio Abate, piccolo edificio in pietra d’Istria del 1400 e dedicato al patrono dei macellai e salumieri. Sant’Antonio Abate è da sempre invocato anche come protettore dei contadini, degli allevatori, degli animali domestici e contro il fuoco di Sant’Antonio. Questo santo è rappresentato con accanto ad un maiale e, per tradizione, ogni 17 gennaio gli animali vengono benedetti e posti sotto la sua protezione. La chiesa, oggi non più sede di culto, ospita inoltre il più bel ciclo di affreschi rinascimentali della regione che è valso a San Daniele l’appellativo di “piccola Siena” del Friuli.

Per conoscere il segreto del prosciutto di San Daniele Dop si deve invece guardare al microclima: qui i venti che scendono dalle Alpi Carniche si incontrano con le brezze dell’Adriatico. Con loro portano sentori resinosi che si mescolano con quelli salmastri in un ambiente dove umidità e temperatura sono regolati dalle terre moreniche e dalle acque del Tagliamento. A questo si aggiungono le materie prime: cosce di suini italiani e sale marino, nient'altro. È lo stesso Disciplinare di produzione a vietare l'aggiunta di conservanti e additivi. Il crudo di San Daniele Dop compare nelle ricette di piatti raffinati, ma nella sua patria il modo migliore per gustarlo è semplicemente con pane o grissini. Così è infatti servito nelle tante prosciutterie di San Daniele o nei prosciuttifici aperti alle visite del pubblico. E il crudo regna qui anche in occasione di Aria di festa, uno storico appuntamento che si rinnova ogni ultimo weekend di giugno.

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Se l'aria è l'ingrediente segreto del prosciutto, l'acqua pura del Tagliamento, che scorre a ovest dell'abitato, è quello della trota affumicata di San Daniele. Allevata in modo naturale in queste acque, la Regina di San Daniele è affumicata a freddo (non oltre i 30 gradi) con una miscela di legni ed erbe aromatiche. E così, il fiume che ha forgiato la storia e la cultura di queste aree non smette di regalare i suoi tesori a un arte raffinata, né i suoi paesaggi mozzafiato a chi visita queste terre.

A San Daniele la trota affumicata diventa “Regina”

San Daniele è anche il punto di partenza e di arrivo della Strada dei Castelli e del prosciutto, un percorso di quasi cento chilometri articolato tra colline, manieri, locali e botteghe per gourmet che vogliono dedicarsi alle specialità della zona come il Frico Friulano o il Montasio Dop. L'itinerario offre innumerevoli varianti e interessa una manciata di paesi. Nella stessa area s’incontra l'Oasi naturalistica dei Quadris di Fagagna, ideale per chi è in cerca di relax e contatto con la natura. Il suo centro avi-faunistico è inoltre noto per il progetto di ripopolamento e di reintroduzione della cicogna bianca.

L'Oasi si trova a nord dell'abitato di Fagagna, un borgo conosciuto dai buongustai e custode del formaggio di Fagagna. Questa tipicità si produce in un paio di caseifici dove si lavora il latte di mucche nutrite con fieno locale. Qui, alcuni formaggi - come il Formadi frant stagionato - si possono inoltre gustare con un calice di Picolit, un vino dolce, prodotto esclusivamente nella fascia collinare del Friuli Venezia Giulia, quella stessa che con tanta discrezione sa racchiudere i segreti di prodotti dal carattere unico e dalla tradizione antica.

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Cose da non perdere

Strada dei castelli e del prosciutto http://www.tourismfriulicollinare.it/public/la-strada-dei-castelli-e-dei-sapori/

Cosa mangiare

Prosciutto San Daniele Dop
Trota Regina di San Daniele
Frico Friulano
Montasio Dop
Formaggio di Fagagna
Formadi frant

Cosa Bere

Vini del Collio Goriziano o del Collio Doc:
http://www.colliofriulano.it/
Picolit



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