Valsugana tra cibo, arte e natura: consigli di viaggio

Un’escursione nel bianco di una valle incantata, condita dal fascino dell’arte e da specialità che hanno profumo di montagna

Trentino Alto Adige

In Trentino c’è una valle dove i profumi della terra si mescolano con la sacralità dell’arte lungo un itinerario fatto di sguardi e silenzio. Si tratta della Val di Sella, nel cuore della Valsugana, dove l’inverno rende ancora più magica la galleria a cielo aperto di Arte Sella. Qui non si parla di visite guidate o di tipiche escursioni in montagna, ma di penetrare in un bosco fatto di incanti naturali e linee evocative: un’esperienza tra le opere d’arte sostenibili che, dal 1986, nascono e - letteralmente - tornano alla terra in questo luogo.

Ma andiamo con ordine. La Valsugana offre tutto il necessario per godersi l’inverno: dalle escursioni alle gioie degli sport invernali, per giungere a caminetti accessi, zuppe fumanti e grappe da degustare al calduccio. Lo spirito del Trentino è intenso anche d’estate, quando gli amanti delle passeggiate possono raggiungere le malghe dove i formaggi vengono lavorati con cura. Ma l’itinerario di Arte Sella nella stagione fredda acquista un fascino tutto particolare. Sarà perché talvolta si tinge di bianco oppure per il profondo silenzio che questi due chilometri attraverso il bosco lasciano vivere con il respiro sospeso e gli occhi pronti a incantarsi.

Le opere, tutte realizzate con materiali naturali e sostenibili, si trovano lungo un sentiero forestale che si estende sul versante sud del monte Armentera. Negli anni ne sono nate più di 300 per mano di artisti locali e internazionali. Questo viaggio polisensoriale può cominciare di mattina, ma non troppo presto. Il percorso Arte Natura - che prende il via nei pressi del ponte della Strobela, su torrente Moggio - apre infatti i cancelli alle 10 e si sviluppa tra rocce, scenari da favola e alberi monumentali. Camminando lungo una stradina sterrata si possono così ammirare installazioni e sculture nascoste negli scenari del bosco.

Sempre seguendo questo cammino, si arriva all’opera di Matilde Grau, “Intersticios”, che marca un cambiamento di percorso. Da qui infatti ci si inoltra in una stretta via fino al “biotopo”, che possiede uno stagno alpestre in cui spesso gli artisti di Arte Sella hanno lasciato la loro impronta. Terminato il percorso Arte Natura, una volta sulla strada provinciale, si prosegue costeggiando ampi prati e alberi secolari. Si giunge così alla Malga Costa, un edificio rurale che anticamente veniva usato dai pastori e che oggi ospita le esposizioni annuali. Occorre poi camminare ancora un poco per accedere alla Cattedrale vegetale - opera monumentale realizzata nel 2002 dall’artista italiano Giuliano Mauri - e alle altre installazioni che costituiscono il nucleo centrale del percorso espositivo di Arte Sella. Durante l’inverno è bene comunque accertarsi che queste due ultime tappe siano visitabili.

In caso il meteo sia avverso ci si potrà sempre consolare davanti a un piatto di speck e formaggi del Trentino. In queste zone si può gustare il formaggio di malga del Lagorai, lavorato sulle cime durante l’estate. E se il freddo vi suggerisce di indugiare ancora un poco con i piedi sotto la tavola, non c’è altro da fare che ordinare un piatto di canederli. I tipici gnocchi giganti a base di pane, uova, salsiccia e speck (ma poi le varianti sono tante) sembrano fatti apposta per coccolarsi dopo una giornata passata nel bosco. E in effetti, come molti piatti dall’anima trentina, anche i canederli sono figli di un territorio aspro che ha dato vita a una cucina semplice ma rigorosamente calda e avvolgente.

Per fare conoscenza più da vicino con i piatti tipici della zona una delle tappe che possono seguire il percorso Arte Natura riguarda il centro storico di Borgo Valsugana (Trento). Qui, tra l’altro, l’associazione Arte Sella gestisce gli “Spazi Rossi”, uno spazio di consultazione del fondo creato proprio da Arte Sella, la Biblioteca comunale di arte contemporanea e uno spazio espositivo permanente. Si può così approfittare per una visita, o una passeggiata nel Borgo che si affaccia sul Brenta con i suoi portici, belle case barocche, romantici scorci da vivere magari al tramonto.

Certo è che una visita invernale in Valsugana non può dirsi tale senza essersi riscaldati con una giusta dose di Parampampoli, il digestivo “con la fiamma”. La miscela segreta, inventata dall’oste del Rifugio Crucolo della Val Campelle, ha un sapore forte che sa di caffè, grappa, vino e zucchero caramellato. Nello stesso rifugio sulla catena dei Lagorai hanno preso vita i formaggi Crucolo, ideali da fondere in forno e servire sulla polenta, e i tanti salumi, tra cui lo Speck Crucolo del Trentino, il Salame del Rifugio Crucolo e la Lucanica trentina, realizzati con carni italiane e un’attenta stagionatura. A quanto pare l’arte in Valsugana non si limita ad aleggiare nei boschi ma raggiunge senza fatica anche le tavole che - anche in pieno inverno - sanno parlare di un territorio unico diviso tra una natura magica e il fascino di culture che sanno interpretarla al meglio.

Cosa mangiare:
Speck Igp
Formaggio di malga dei Lagorai
Canederli

Cosa bere:
Paramapampoli

Luoghi da non perdere:
Percorso Arte Natura - Arte Sella



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