Viaggio nella Puglia delle ciliegie e delle masserie

Tra Turi, Putignano e Conversano, allungandosi fino a Crispiano. Ecco qualche idea per scoprire gusti e tradizioni della primavera pugliese

Puglia

In maggio la Puglia ha qualcosa da svelare: profumi che si rinnovano e sapori che si fanno più intensi. Si apre la stagione delle ciliegie che colorerà il territorio di questa regione fino all’inizio dell’estate. Pare allora non ci sia momento migliore per esplorare questo rosso cuore di Puglia.

Un piccolo itinerario si può costruire attraversando la patria della dolcissima varietà Ferrovia, in quella sorta di triangolo delle ciliegie che, dalla provincia di Bari, può allungarsi fino a Crispiano (Taranto). Certo, si tratta di uno fra i possibili percorsi che qui possono legarsi a questo frutto. Come infatti ricorda l’associazione nazionale Città delle ciliegie, la Puglia copre circa il 40% della produzione italiana di ciliegie. Nodo fondamentale è il territorio di Bari, dove si concentra oltre il 96% della coltivazione regionale.

In queste aree dai terreni generosi, la coltura cerasicola spicca tra quelle tipiche del Mediterraneo: a partire dall’olivo per giungere al mandorlo o alla vite. Qui si viaggia attraversando i ciliegeti che, all’inizio della primavera, fioriscono profumando tutta la pianura. Se invece ci troviamo da queste parti nel periodo ideale per mangiare queste ciliegie dall’animo solido e dalla polpa carnosa, allora non si può che cominciare da Turi (Bari), patria indiscussa della "Ferrovia", varietà rinomata per consistenza, grandezza e dolcezza. La “leggenda” vuole che questo nome bizzarro derivi dal fatto che il primo albero crebbe spontaneamente ai bordi di un tracciato ferroviario nel comune di Sammichele di Bari. Erano gli anni Trenta e sarebbe stato il casellante dell’epoca a coltivarlo con amore. Altri sostengono invece che sia stata la resistenza di questa ciliegia, adatta anche a essere trasportata in treno, a farle valere l’appellativo.


foto Claudiospada

Una tira l'altra

Difficile dirlo con certezza, quello che è certo è che entrando a Turi la fantasia viene subito catturata dal suo intreccio di strade e piazzette ricche di gioielli artistici. Tra questi, la chiesetta di San Rocco con il tetto a chiancarelle; la Chiesa di Santa Maria Assunta che custodisce sculture di Stefano da Putignano; e la Torre dell’Orologio. A sorprendere per la sua imponenza è il Palazzo Marchesale del Venusio: il complesso carcerario dove, tra il 1929 e il 1933 Antonio Gramsci scrisse i noti “Quaderni dal carcere". Guai, inoltre, a salutare il territorio di Turi senza aver preso parte a una delle innumerevoli sagre dedicate all’oro rosso di Puglia che, specie all’inizio di giugno, offrono una larga scelta per gustare la ciliegia Ferrovia in tutto il suo splendore.

Dieci chilometri di strada lungo una fitta trama di muretti a secco conducono poi a Conversano (Bari). Questa cittadina situata sull’ultimo lembo di Murgia prima del mare, ha un cuore che profuma di ciliegie, ma anche una storia da assaporare. Il suo carattere si gioca, a quanto pare, sull'asse castello-convento di San Benedetto. Se la prima struttura si impone con la sua mole trapezoidale e la sua arte da visitare, il convento di San Benedetto merita senza dubbio attenzione: l'annessa chiesa, in particolare, rappresenta uno dei pochi edifici romanici italiani con tre cupole in asse sulla navata centrale. Altre soste d'obbligo sono la chiesa e il convento di Santa Maria dell'isola, il Santuario dei santi Cosma e Damiano, il castello Marchione e le masserie come Carmine e Monsignore. Inseguendo l'oro rosso, dopo dieci chilometri tra i ciliegeti, si approda a Castellana Grotte, quindi alle splendide grotte scoperte negli anni Trenta.

Da qui si può inoltre scendere fino a Crispiano, sconfinando nella provincia di Taranto, per immergersi nel gusto del raccolto e della tradizione in quello che è noto come il territorio delle Cento masserie. In effetti non c’è niente di meglio che una giornata di primavera per percorrere uno degli itinerari tematici studiati dal Consorzio delle Cento Masserie. La zona è inoltre attraversata dalla Green Road’ pugliese, un itinerario insolito che tocca masserie storiche (risalenti al 1500-1700), ma anche cappelle, grotte, boschi, necropoli e insediamenti rupestri.

Viaggio nella masseria delle ciliegie

Un’occasione per muoversi lentamente e riscoprire le usanze contadine, tra cui la raccolta delle ciliegie. E per chi si fosse innamorato dei sapori di Puglia lungo questo viaggio a base di ciliegie, la visita alle masserie potrebbe essere un ottimo momento per dedicarsi con la giusta “contemplazione” ad alcune delle eccellenze gastronomiche regionali. Prima fra tutte l’olio, che in quest’area vanta due marchi Dop: il “Terre Tarentine” e il “Terre d’Otranto” che, nonostante il nome, si produce anche nella zona orientale della provincia di Taranto. Immancabili sulle tavole anche Caciocavallo, burrate e fior di latte. Mentre per chi ama la leggerezza, è inoltre la stagione dei caroselli pugliesi: freschi e biodiversi al punto giusto per accompagnare questo viaggio in una Puglia da gustare e amare ancora prima che arrivi l’estate.

Cosa mangiare:
- Ciliegia Ferrovia
- Caroselli pugliesi
- Caciocavallo
- Burrata
- Olio Terre Tarantine Dop
- Olio Terre d’Otranto Dop

Luoghi da non perdere:
- Territorio delle 100 masserie – Crispiano (Taranto)



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