Finocchio e finocchietto: spazio ai depurativi naturali

Dalle grandi virtù depurative e sazianti l’ortaggio e l’erba aromatica sono protagonisti delle ricette tradizionali italiane. Un concentrato di benessere dalle insalate alle tisane 

Calabria

Il finocchio è tra gli ortaggi protagonisti della stagione più fredda. Fresco e croccante è un fedele alleato della dieta dalle grandi proprietà depurative. Con un apporto calorico molto basso, circa 9 calorie ogni 100 grammi, ricco di fibre e sali minerali come potassio, calcio e fosforo, il finocchio è un alimento prezioso per il benessere. È considerato un depurativo naturale grazie all’elevato contenuto di acqua (93,2%), sgonfia la pancia e grazie alle fibre regolarizza l’intestino e riduce l’assorbimento dei grassi.

Non è un caso che sia tra gli alimenti più consigliati nelle diete ipocaloriche o quando c’è la necessità di alleggerire i pasti, magari dopo un periodo di stravizi a tavola. Oltre a quest’aspetto il finocchio sazia senza appesantire grazie al suo volume, al fatto che la sua consistenza costringe a masticare più a lungo, ma anche grazie all’aroma di anice dovuto alla presenza di anetolo, un composto aromatico ampiamente diffuso in natura e che contribuisce al sapore caratteristico dell’aneto, dell’anice e del finocchio. Questo aroma è infatti in grado di attenuare sia il desiderio di dolce che di salato.

Anche in Emilia Romagna è tempo di finocchi

Oltre al finocchio dolce anche il finocchio selvatico, conosciuto anche come finocchietto o finocchio amaro, può contribuire a una dieta depurativa. Pur appartenendo alla stessa famiglia sono diversi tra loro.

Del finocchio si mangia il grumolo compatto e croccante, ossia la parte bianca dell’ortaggio, mentre il finocchietto è una pianta aromatica che cresce spontaneamente nelle zone costiere e viene utilizzata in cucina per aggiungere aroma ai piatti. Basti pensare a una specialità tipica siciliana come la pasta con le sarde, che vede protagonista appunto il finocchietto, o il tipico mallone sciatizzo della cucina napoletana. Nelle Marche, invece, il finocchietto è utilizzato per cucinare i bombetti (lumachine di mare).

I semi del finocchio sono utilizzati per numerose preparazioni, a partire dai prodotti da forno fino ad arrivare ai formaggi, ai liquori e alle profumate tisane. I semi sono particolarmente ricchi di principi attivi che agiscono sulla funzionalità di stomaco e intestino e sono utilizzati anche in erboristeria per la preparazione di estratti e olio essenziale.

Con il suo sapore caratteristico, il finocchio è ampiamente utilizzato in cucina. È protagonista nelle insalate, in pinzimonio, negli stufati e nelle salse. Può essere l’ingrediente di un piatto unico o di un contorno. Ogni preparazione ha poi il finocchio più adatto. Ad esempio il finocchio dal grumolo tondeggiante, quello che la tradizione contadina chiamava “maschio”, è ottimo servito crudo, magari in insalata perché più croccante. Il finocchio “femmina” ha una forma più allungata e fibrosa e per le sue caratteristiche è più adatto alla cottura. Ad esempio una bella insalata di finocchi e arance Tarocco, magari con l’aggiunta di sedano per chi lo gradisce è un buon piatto unico rinfrescante. I finocchi possono essere passati in padella con un filo d’olio extravergine di oliva, alloro e qualche scaglia di Parmigiano Reggiano, meglio se stagionato 30 mesi perché ancor più digeribile. Un’alternativa è aggiungere un paio di filetti di acciughe, olive nere o capperi.

I finocchi si possono anche gustare come ingredienti di gustosi sformati o gratinati, ma senza utilizzare il burro e badando bene di non esagerare con gli ingredienti come formaggio, olio e farina se si vuole ottenere una ricetta light.

 



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