Food Valley, anche pasta e vino sono… da museo

Con gli ultimi due spazi espositivi di Collecchio e Sala Baganza si completa il circuito dedicato alle eccellenze agroalimentari di Parma e provincia

Musei del Cibo della Provincia di Parma

In principio fu il Museo del Parmigiano Reggiano. Poi arrivarono quelli del Prosciutto e del Salame e, qualche anno più tardi, quello del Pomodoro. Ora con l’apertura del Museo della Pasta e della Cantina dei Musei si completa il circuito dei Musei del Cibo della provincia di Parma, un progetto avviato nel 2001 con l’obiettivo di “raccontare”, attraverso percorsi espositivi di grande suggestione, la storia delle eccellenze agroalimentari della Food Valley e il loro inscindibile legame con il territorio parmense.

Ultimo tassello di questo articolato mosaico è la Cantina dei Musei del Cibo, aperta al pubblico dal 17 maggio scorso. Tra le colline di Sala Baganza, nella Rocca Sanvitale, il vino è protagonista di un percorso che dall’età romana, periodo in cui la vite era qui intensamente coltivata, attraversa l’Alto Medioevo e le epoche successive, tra reperti storici e testimonianze scritte di personaggi illustri.

Pochi giorni prima, il 10 maggio, è stato inaugurato alla Corte di Giarola, a Collecchio, anche il Museo della Pasta. Il visitatore intraprende un viaggio a ritroso nel tempo, fino all’Ottocento, tra attrezzi agricoli e macchinari storici della Barilla, si imbatte poi nella ricostruzione di un mulino, scopre i segreti della lavorazione della pasta e può infine ammirare una collezione di storiche immagini pubblicitarie.

A questi spazi si accede dopo aver visitato, al piano sottostante, il Museo del Pomodoro, che dal 2010 rende onore all’“oro rosso” della Food Valley, ricostruendo l’evolversi delle tecniche di coltivazione e trasformazione nell’arco di un secolo e mezzo, tra macchinari, manifesti e opere d’arte dedicate al mondo contadino.

Non lontano sorgono il Museo del Prosciutto di Langhirano e quello del Salame di Felino, il primo incentrato sul racconto di una tradizione norcina plurisecolare, il secondo focalizzato sul maiale nero e sulla sua trasformazione casalinga, artigianale e industriale. Tutto era cominciato nel 2003 con il Museo del Parmigiano Reggiano, ospitato nella Corte Castellazzi di Soragna, nel luogo in cui nel 1612 Ranuccio I Farnese stabiliva con un atto notarile le caratteristiche tipiche del formaggio lavorato, ieri come oggi, in queste terre.

 

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