Anguria reggiana Igp

Fresca, dolce e dissetante è il frutto protagonista dell’estate nella pianura di Reggio Emilia e per le sue qualità uniche ha conquistato il marchio di Indicazione geografica protetta

DESCRIZIONE

Dolcissima e rinfrescante. Nella Bassa, a ridosso del Po in provincia di Reggio Emilia, cresce un frutto dalla polpa color rosso vivo, croccante e succoso. L’Anguria reggiana ha conquistato il marchio Igp per le sue caratteristiche uniche e per l’elevato tenore zuccherino. Le tipologie comprese nell’Igp sono tre: tonda (Asahi Miyako), ovale (Crimson) e allungata (Sentinel).

La semina avviene tra il 10 gennaio e il 31 maggio, poi i frutti maturano d’estate. La raccolta viene effettuata a mano con la raccolta a “stacco”. Un’operazione che richiede grande attenzione per il notevole peso dei frutti. Le angurie che crescono nell’area compresa tra Gualtieri, Novellara, Santa Vittoria, Poviglio e Cadelbosco di Sopra, Rio Saliceto e Ca’ de’ Frati hanno infatti spesso dimensioni significative. Il loro peso è compreso tra i 5-12 kg nel caso della tipologia tonda, 7-16 kg per quella ovale e 7-20 kg per l’allungata. La scelta del momento giusto per raccogliere i frutti è fondamentale per avere un frutto sugoso e zuccherino. E l’occhio dei coltivatori è attento a cogliere anche i cambiamenti della buccia che, a maturazione dell’anguria, da rugosa si fa più liscia.

STORIA

Nel Reggiano la coltivazione dell’anguria è radicata per le caratteristiche climatiche del territorio e perché il frutto si inserisce bene in un piano di rotazione colturale al posto del pomodoro o della barbabietola da zucchero.

La grande qualità dell’Anguria reggiana era già riconosciuta nel XVI secolo. Alcune testimonianze si trovano nelle corrispondenze fra le antiche corti del Rinascimento padano. Considerata prodotto d’élite fino al XVIII secolo, nel Risorgimento, che aprì le frontiere fra gli antichi e piccoli stati della Nazione, l’anguria si fece rapidamente conoscere fuori dalla sua terra d’origine. Da allora la sua fama non fece che crescere. E all’inizio del XX secolo la passione locale per il gustoso frutto estivo fece nascere numerose baracche, costruite in legno e frasche, dove era possibile acquistare il frutto intero appena raccolto o consumarlo sul posto tagliato a fette. Nel 1931 la Guida gastronomica del Touring Club Italiano citò poi la zona di pianura in provincia di Reggio Emilia come terra di “angurie (cocomeri) e meloni zuccherini”.

TUTELA

Nel novembre del 2016 l’Anguria reggiana ha ricevuto la certificazione Igp. Un risultato raggiunto grazie allo sforzo delle aziende produttrici riunite nell’Associazione produttori anguria reggiana (Apar), fondata nel 2009 per la valorizzazione e la promozione del prodotto d’eccellenza.

Il disciplinare indica con precisione la zona di produzione: i comuni di Bagnolo in Piano, Cadelbosco di Sopra, Campagnola, Castelnovo Sotto, Correggio, Fabbrico, Novellara, Poviglio, Rio Saliceto, San Martino in Rio e parte della superficie dei Comuni di Boretto, Brescello, Campegine, Gattatico, Gualtieri, Guastalla, Reggio Emilia, Reggiolo, Rolo e Rubiera.

Prima della costituzione dell’Apar e nell’ambito del percorso per l’ottenimento dell’Igp, nel 2008, la Provincia di Reggio Emilia commissionò al Centro ricerche produzioni animali (Crpa) uno studio, realizzato in collaborazione con l’Università di Ferrara, per valutare l’esistenza di un nesso fra la qualità del prodotto e la vocazionalità di determinate tipologie di terreno presenti nel Reggiano. I risultati evidenziarono la possibilità di distinguere le caratteristiche fisico-chimiche dei frutti rispetto alle varietà e ai suoli di provenienza.

L’Anguria reggiana Igp è festeggiata ogni estate a Novellara durante l’appuntamento con “Miss Anguria, la regina della bassa”, la sagra dedicata al cocomero che ogni anno premia il frutto più grande.

CARATTERISTICHE

L’Anguria reggiana Igp ha una buccia liscia o leggermente rugosa, colore verde con possibili striature più chiare, uniforme o con leggere solcature regolari longitudinali. La polpa, color rosso vivo, a maturazione completata è croccante e soda. Caratteristica comune a tutte le tipologie di Anguria reggiana Igp è l’elevato tenore zuccherino.

La raccolta del frutto deve avvenire a maturazione completa, con il massimo grado zuccherino, evitando la sovramaturazione.

Alcune caratteristiche della buccia, del picciolo e del cirro, indicano il grado di maturazione così come il suono emesso dall’anguria (che deve essere cupo) battendo con la mano. Il sapore dell’Anguria reggiana Igp è dolce e fresco. Il frutto fa anche bene alla salute, ad esempio aiuta ad abbassare i livelli di colesterolo e, grazie a un prezioso aminoacido, L-ci-trullina, a prevenire le malattie cardiovascolari e a combattere l'ipertensione arteriosa. Ma le sue proprietà sono numerose. L’anguria contiene vitamine come la C, vitamine B2 e B6, sali minerali come potassio, fosforo e magnesio. L’anguria ha poche calorie, quindi è indicata per le diete ipocaloriche e, grazie alla sua naturale ricchezza d’acqua, migliora la funzionalità renale.

UTILIZZO

Da consumare fresca da sola o come ingrediente di una gustosa macedonia, l’Anguria reggiana Igp, grazie all’elevato contenuto d’acqua, è un’ottima alleata per combattere il caldo estivo. È un ottimo ingrediente per la preparazione di sorbetti, dolci e torte a base di crema e frutta, e non sfigura mai come accompagnamento di cocktail o bevande fresche.

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FONTI

Disciplinare

Quattrocalici.it

Anguria Reggiana Igp, miss tra i cocomeri

Il Secolo XIX

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Freshplaza.it

 

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