Mezzi rigatoni di grano duro alle fave, piselli, asparagi, speck e zafferano

Un’eccellenza italiana condita con legumi e verdure di stagione per fare il pieno di energie e contrastare la stanchezza. La ricetta della foodblogger Roberta Morasco

Dalla blogger di “facciamo che ero la cuoca?”

Si dice Italia all’estero, ed ecco che tutti automaticamente pensano a pizza e pasta. Non a torto. Gli italiani sono i primi consumatori di pasta al mondo (davanti a venezuelani e tunisini). Ma vi siete mai chiesti quali siano le origini della pasta?

Pensate che, nel nord-ovest della Cina, è stato trovato un piatto di spaghetti di miglio risalente a 4000 anni fa. La leggenda che la tradizione della pasta sia stata importata da Marco Polo di ritorno dal suo viaggio in Cina è stata comunque sfatata. All’epoca la pasta era già un prodotto noto nel nostro paese e, molto probabilmente, è stata introdotta in Sicilia e nel resto d’Italia con l’invasione araba.

L’invenzione e l’utilizzo della pasta secca è da attribuire, con grande probabilità, proprio ai popoli arabi, i primi a praticare la tecnica dell’essicazione, necessaria per conservare il cibo durante i loro lunghi spostamenti nel deserto.

La storia della pasta ha comunque inizio quando l’uomo abbandona la vita nomade e diventa agricoltore, imparando a seminare e a raccogliere. La storia dell’uomo che incrocia e si unisce a quella del grano. Poco per volta l’uomo ha imparato a macinarlo, impastarlo con l’acqua, spianarlo e cuocerlo. Lenti progressi e passaggi fino ad arrivare all’essicazione artificiale e alla produzione industriale di oggi, in cui dal chicco allo spaghetto, ogni singolo passaggio è automatizzato.

Grano duro e grano tenero, quali sono le differenze? Il chicco del grano duro (Triticum durum) è leggermente più lungo e traslucido, cresce bene in terreni assolati nel Sud Italia e viene tradizionalmente utilizzato per la produzione della pasta secca; mentre il chicco del grano tenero (Triticum vulgare) è tondeggiante e più opaco, preferisce il clima umido della pianura padana e se ne ricava la farina con la quale, anche in modo casalingo, si prepara la pasta all’uovo.

Città della Pasta per eccellenza è Gragnano, incastonata tra il golfo di Amalfi e il golfo di Sorrento, dove da 500 anni si produce la pasta di grano duro, una delle eccellenze italiane, tramandando segreti e tradizioni di padre in figlio. Il formato di pasta che vi propongo nella ricetta mi piace molto abbinato a legumi freschi di stagione e agli asparagi.

Io sono fermamente convinta che la natura non fa nulla a caso. Non è un caso, infatti, che piselli e fave contengano L.Dopa, precursore dell’adrenalina, l’ormone che ci rende più reattivi e con tanta voglia di fare, e in primavera ci sentiamo tutti un po’ stanchi, giù di tono, con l’umore ballerino. Anche gli asparagi vengono in aiuto, poveri di calorie, grazie alla loro azione disintossicante e diuretica sembra contrastino malumore e depressione.

Insomma, non vi resta che mettervi a sgranare legumi, attività peraltro rilassante, e prepararvi una buona e salutare pasta come questa!

Mezzi rigatoni di grano duro alle fave, piselli, asparagi, speck e zafferano

Ingredienti per 4 persone

  • - 340 g di mezzi rigatoni di grano duro
  • - 500 g di piselli freschi (da sgusciare)
  • - 500 g di fave fresche (da sgusciare)
  • - 1 mazzetto di asparagi verdi
  • - 1 scalogno
  • - 80 g di Speck di Sauris
  • - 1 bustina di zafferano
  • - olio evo q.b.
  • - sale integrale q.b.
  • - pepe bianco q.b.
  • - prezzemolo fresco q.b.
  • - erba cipollina fresca q.b.
  • - 2 cucchiai di Grana Padano grattugiato.

 

Sgusciate fave e piselli e lessateli separatamente in acqua bollente salata per 5-6 minuti. Scolateli, tenete da parte i piselli ed eliminate la buccia delle fave. Lavate bene una parte dei baccelli (bucce) dei piselli, circa una decina, e lessateli in acqua bollente leggermente salata per 20 minuti circa. Scolateli, frullateli e passateli al setaccio, poi tenete da parte la purea ottenuta.

Lavate e mondate gli asparagi, eliminando la parte finale bianca più dura e, con un pelapatate, pelateli dall’alto verso il basso per eliminare la parte filamentosa. Tagliateli a pezzettoni con taglio obliquo e lessateli in una padella con poca acqua per 5-6 minuti: dovranno ammorbidirsi ma rimanere compatti.

In una padella capiente fate appassire lo scalogno tritato con poco olio evo. Unite fave, piselli e la purea che avete ottenuto dai baccelli. Fate insaporire bene, salate e unite anche lo zafferano sciolto in pochissima acqua. Aggiungete lo speck tagliato a dadini e gli asparagi. Tenete da parte.

Lessate i mezzi rigatoni in abbondante acqua salata. Scolateli al dente e conservate poca acqua di cottura prima di scolarli.

Versate la pasta nella padella con il condimento alle verdure, aggiungete acqua di cottura quanto basta e saltatela insieme al condimento. A fine cottura pepate, aggiungete il grana padano grattugiato e il prezzemolo fresco.

Servite nei piatti guarnendo con erba cipollina fresca.

...facciamo che ero la cuoca?Roberta Morasco è la foodblogger di “Facciamo che ero la cuoca”. Trevigiana di adozione ma nata e cresciuta a Venezia, tra "bàcari e cicheti", ha studiato lingue straniere, tecniche di vendita, marketing. Sposata e mamma di due bambine, ama cucinare e mangiare, leggere libri e riviste di cucina. La sua priorità? La qualità dei prodotti, ma anche l’estetica: “Amo i piatti  buoni da mangiare ma anche belli da vedere”, spiega.



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