Cosacavaddu, pregiato dono della Sicilia sudorientale

Tipico della provincia di Ragusa, è uno dei formaggi più antichi di tutta l’isola e si prepara ancora seguendo i gesti e le tradizioni di un tempo 

Sicilia

L’aroma del Cosacavaddu racconta uno dei lati più intensi e tradizionali della provincia di Ragusa. Questo formaggio a pasta filata di latte vaccino intero crudo si lega infatti alle terre sudorientali dell’isola, dove ancora è prodotto nel rispetto di un’arte antica ed accurata. Ha una tipica forma a parallelepipedo, ottenuta modellando la pasta nello staccio di legno, nel quale viene lasciata per una giornata intera. Sembra inoltre sia fra i formaggi più noti, nonché tra i più antichi, di tutta l’isola.

La produzione del Cosacavaddu Ibleo sarebbe infatti iniziata intorno al 1400, ottenendo subito un grande successo e una notevole diffusione. La sua crescente popolarità lo avrebbe inoltre reso prestissimo uno dei prodotti tipici siciliani più venduti. Ad aggiungere fascino a questo formaggio ci pensa anche il suo stesso nome che deriva dalla tecnica di stagionatura a cui è sottoposto. Dopo la salatura, infatti, le forme vengono legate a due a due con delle corde che si adagiano poi a cavallo delle travi di legno. Da qui il nome Cosacavaddu, vale a dire cacio a cavallo.

Questa specialità dall’anima profondamente ragusana ha un sapore aromatico e piacevole. Può essere consumato fresco, portandolo in tavolo entro un paio di mesi dalla produzione, oppure semistagionato, se è invece rimasto a riposo per un massimo di sei mesi; o ancora nella versione stagionata quando tale limite di tempo viene superato. Al palato il Cosacavaddu giovane sarà quindi delicato e tendenzialmente dolce, mentre il tempo tenderà a farlo diventare mano a mano più intenso, fino a renderlo piccante. A differenza di quello più maturo, che predilige gli intensi rossi siciliani, il Cosacavaddu semistagionato si accompagna molto bene ai vini bianchi ed è ideale anche per arricchire aperitivi e degustazioni.

 



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