Gli asparagi di Capitanata puntano all'IGP

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Puglia
L’asparago di Capitanata punta all’IGP e ora attende con ansia il verdetto dell’Europa. Il noto marchio che salvaguarda le produzioni virtuose sul territorio potrebbe presto diventare una realtà per il verde ortaggio della Puglia. Ed è uno sforzo che vede in prima linea produttori, istituzioni ed esperti del settore (riuniti in un apposito Comitato), quello volto a valorizzare una delle eccellenze agroalimentari della Provincia di Foggia.

Ma quali vantaggi derivano dalla conquista dell’IGP?
Il marchio porterebbe maggiore tutela, ma anche il riconoscimento di una filiera virtuosa, legata ai fattori naturali e umani di una zona e capace di conciliare competizione sul mercato e rispetto del territorio. Un risultato prezioso per un’area dove si contano circa duemila ettari di coltivazione, per una produzione pari a 14 milioni di chilogrammi. Nella regione intorno a Candela si concentra infatti il 90% della produzione di asparagi della Puglia e il 50% di quella nazionale.
La richiesta per ottenere l’Igp è già stata avviata. Si attendono ora nuovi aggiornamenti sullo stato dell’arte del processo. L’obiettivo - reso noto lo scorso giugno durante il convegno “Valorizzazione dell’asparago in Puglia” - è quello di ottenere il riconoscimento entro due anni.



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