Il mandarino di Ciaculli ha un sapore “bellissimo”

Siamo andati nei campi per fotografare i raccoglitori di uno degli agrumi più tipici del nostro paese

Nel borgo di Ciaculli è ancora possibile immaginare quella che una volta era la Conca d’Oro di Palermo, la distesa di agrumeti celebrata dai viaggiatori dell'800 e ormai inghiottita dalla speculazione edilizia. Ed è possibile grazie alla coltivazione del Mandarino Tardivo e alle persone che ruotano attorno a questo prodotto.

C’è Gino che grazie al suo lavoro ha mandato la figlia a studiare all’università. C’è Agostino che fa lo stagionale da 8 anni, seguendo l’esempio del fratello. C’è Onofrio, la cui famiglia ha sempre lavorato con i mandarini, e Ignazio, da vent’anni nei campi. Per molti degli attuali raccoglitori, lavorare coi mandarini è una tradizione di famiglia. A volte i figli subentrano ai genitori ormai anziani e hanno ereditato anche le loro competenze.

Oggi un Consorzio permette ai produttori e ai lavoratori di continuare a dedicare la propria vita alla salvaguardia di un prodotto unico, emblema della biodiversità.



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