La zuppa imperiale gustosa protagonista dei giorni di festa

Un primo piatto emiliano-romagnolo semplice e nutriente, capace di scaldare con il suo delicato sapore la tavola invernale 

Emilia-Romagna

La zuppa imperiale è uno dei piatti dell’Emilia-Romagna tipici dei giorni di festa. Questa gustosa zuppa con soffici cubetti di semola, porta in casa l’avvolgente sapore di un piatto semplice e dalla tradizione antica. Il suo profumo è un tuffo nei ricordi delle fredde serate invernali, quando sui fornelli il brodo ribolliva per ore avvolgendo di aromi le stanze. Una specialità sostanziosa, tanto che era preparata non solo per riscaldare il Natale al posto dei classici tortellini o passatelli in brodo, ma anche per portare ristoro a chi doveva recuperare le energie dopo la malattia.

Per preparare i cubetti protagonisti della zuppa imperiale è necessario preparare un impasto con semolino, uova, Parmigiano Reggiano grattugiato, burro e noce moscata. Il composto deve essere poi infornato per circa 30 minuti a 180 °C, finché la superficie non sarà dorata. Una volta cotto è necessario rovesciare l’impasto su un piano di lavoro lasciandolo intiepidire. Con un coltello tagliate delle strisce larghe circa un centimetro e poi formate dei cubetti di un centimetro per lato. Dopo di che i cubetti diventano zuppa imperiale quando incontrano il brodo bollente, tradizionalmente quello di Cappone. Appena il brodo inizia a bollire spegnete il fuoco e lasciate riposare la zuppa alcuni minuti. Il punto forte della zuppa imperiale è anche la gustosa consistenza dei cubetti, che rimangono compatti anche dopo essere stati uniti al brodo.

Si tratta di una ricetta storica che è entrata anche nel celebre ricettario “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” di Pellegrino Artusi. Per la precisione Artusi la chiama “minestra composta con il semolino”, ma gli estimatori hanno subito riconosciuto la zuppa imperiale diffusa soprattutto tra Bologna e Ravenna. Una volta servita a tavola la zuppa imperiale non potrà che conquistare i commensali, magari accompagnata da un buon bicchiere di vino rosso. Si sposa bene con un classico lambrusco ma anche con un vino profumato come la Lacrima di Morro d’Alba Doc. Cosa non dimenticare? In Emilia-Romagna non si rinuncia mai a una grattugiata di Parmigiano Reggiano come tocco finale.



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