Mediterraneo di Montagna

?Clima mite, natura incontaminata e terreno fertile: la Val di Gresta è un microcosmo ideale per le coltivazioni biologiche.
Trentino Alto Adige
Un anfiteatro a terrazze punteggiato da piccoli appezzamenti coltivati cinti da muretti a secco. Intorno, solo rocce e boschi. Con il suo microclima mite e la vegetazione quasi mediterranea, la Val di Gresta, adagiata alle pendici dei monti Baldo e Stivo in provincia di Trento, è un’oasi naturale incontaminata e un luogo ideale per le colture biologiche.

Attivo da 43 anni, il Consorzio Ortofrutticolo Val di Gresta oggi conta 120 soci. Con 130 ettari di terreni e 15-18.000 quintali di produzione annua, dai primi di giugno fino a febbraio coltiva e commercializza porro, zucca, crauti al naturale, patate, cavolo cappuccio bianco e viola, verza, cavolfiore, carota, radicchio, coste, cipolle, a cui si aggiungono fagiolini, catalogna, biete, rape rosse, sedano rapa, radicchio di Treviso, insalata trentina, insalata gentile, pan di zucchero e romanesco. Tutto lavorato manualmente e nel pieno rispetto delle certificazioni biologiche ICEA.

L’Ufficio Igiene di Trento controlla la produzione con campionature settimanali, sul terreno incolto, sul prodotto in semina o in piantina, e quindi sul prodotto finito. “Il nostro biologico è certificato al 100%”, assicura Flavio Tretter, Direttore commerciale del Consorzio. “Non usiamo prodotti chimici di sintesi. La bontà dei nostri ortaggi dipende solo dalle interazioni naturali tra organismi viventi e dalla cura dei produttori. Il nostro è un prodotto molto coccolato”.



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