Noci di Sorrento, un’eccellenza dal cuore campano

Il loro gusto racchiude l’anima intensa e pregiata della penisola sorrentina. A tu per tu con la varietà di noci più diffuse e apprezzate d’Italia

Campania

La penisola di Sorrento è la patria di una noce dal carattere unico e dall’aroma pregiato. Già, perché pare sia stato l’incontro tra il Noce comune (Juglans regia) e il clima della costiera sorrentina a dar vita a questa particolare cultivar di Sorrento, oggi tra le più diffuse e apprezzate in tutta la Penisola. Del resto, l'antica presenza del noce in Campania pare sia attestata dal ritrovamento negli scavi di Pompei di alberi carbonizzati molto simili agli attuali. L’ambiente campano, particolarmente favorevole a questa coltura, ha così saputo sostenere lo sviluppo di questa pianta rinnovata e - nel tempo – ne ha consentito diffusione sul territorio.  

Da qui il gioco è stato facile: la noce di Sorrento è diventata poco a poco protagonista nelle province campane - con uno spiccato amore per i suoli vulcanici del napoletano - dando luogo a un’ampia gamma di ecotipi, tutti noti come Noce di Sorrento. Oggi i più coltivati e commercializzati sono due: uno con guscio allungato, regolare e lievemente appuntito, detto “con il pizzo”; l’altro rotondeggiante e più piccolo. Le tecniche di coltivazione tradizionali e le caratteristiche organolettiche sono le stesse per entrambi i tipi: noci chiare dal guscio piuttosto liscio, il gheriglio sostanzioso e tenero che facilmente si estrae intatto dal guscio.

La produzione più pregiata resta quella della costiera sorrentina, ma la coltivazione è presente in particolare nell'agro acerrano-nolano, nell'area flegrea, nei comuni vesuviani, nel Vallo di Lauro e Baianese, nell'area del Taburno e della Valle Caudina, nella Piana Casertana e nell'area dei Monti Picentini Valle dell'Irno. La raccolta si concentra nei mesi di settembre e ottobre e varia a seconda delle zone. Immancabile in queste terre anche la tradizione del nocillo (o nocino), liquore aromatico che - secondo una tradizione che supera i confini regionali - si prepara raccogliendo le drupe verdi la notte del 23 giugno, alla vigilia della ricorrenza di San Giovanni.

Dalla noce al nocino: un rito estivo per intenditori o principianti di buona volontà



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