Non chiamateci grissini

I Fagolosi sono così originali da dare un nuovo significato all’idea di grissino. La ricetta? Resta un segreto custodito gelosamente nel cuore dell’azienda

Emilia-Romagna

Definirli semplicemente “grissini” significa fare loro un torto: l’inconfondibile forma ondulata, la salatura in superficie e le farine e gli oli selezionati in base a una scrupolosa ricerca sulla qualità alimentare fanno dei Fagolosi un prodotto da forno unico nel suo genere. Lanciati negli anni ’80 da Grissin Bon, nel giro di poco più di vent’anni i Fagolosi sono diventati i più venduti (e imitati) in Italia.

Grissin Bon non ha mai smesso di inseguire l’eccellenza, sia in termini qualitativi sia in fatto di praticità. I prodotti, dai Fagolosi alle Fresche biscottate (guai a chiamarle “fette”!), dai Gongoli ai Fornarelli (bocconcini di pane gli uni, grissini tagliati in lunghezza gli altri), fino ai grissini nei due formati torinesi e classici, vengono realizzati in varianti diverse: classici, integrali, ai cereali, con i semi di sesamo, al rosmarino, alla cipolla e - ultimi nati in casa Grissin Bon - con farina di kamut, più una versione bio per Fornarelli, Fette biscottate e Gongoli al kamut.

A questa gamma variegata si aggiunge la comodità di un confezionamento in porzioni, all’insegna della praticità e del mantenimento della fragranza. I Fagolosi sono disponibili anche nella linea catering (la classica confezione monouso per ingannare l’attesa al ristorante), mentre le Fresche biscottate sono vendute in scatole di otto porzioni da quattro fette, ideali per garantire freschezza e fragranza al prodotto.



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