Orticoltura antistress

Anche i terreni e le piante “soffrono”. Ma esiste una cura: le scelte sostenibili e rispettose della biodiversità. Ecco come si interviene a Reggio Emilia.
Emilia-Romagna
Si parla tanto di stress di questi tempi, anche in orticoltura. Fatto sta che i coltivatori devono adottare tutti gli accorgimenti possibili per evitare il logoramento dei terreni. Un impegno costante per i 38 produttori della Cooperativa Ortolani di Reggio Emilia, fondata nel 1905 da sedici agricoltori locali. Oggi nota come Ortorè, la cooperativa riunisce un consistente numero di soci. Ad esempio Marco Guarenti dell’Azienda Agricola La Palazzina a Santa Vittoria, che produce cocomeri con agricoltura biologica e ha voluto sperimentare un sistema innovativo per la raccolta. Utilizza un nastro con l’indicazione del periodo di maturazione: in questo modo la raccolta è più veloce e non c’è il rischio di sbagliare. Per diminuire il consumo d’acqua, nei campi viene impiegata la tecnica della fertirrigazione (irrigazione a goccia direttamente sulle singole piante) e l’azienda provvede allo smaltimento corretto dei rifiuti in accordo con la provincia di Reggio Emilia e i soggetti competenti. Ma il green non finisce qui: Guarenti ha deciso di distribuire delle borracce ai propri dipendenti per evitare che le bottiglie di plastica vengano poi abbandonate lungo gli argini dei fossi.

C’è poi Ervanno Malaspina dell’azienda omonima, che produce zucchine rispettando il terreno. Nelle sue coltivazioni ha scelto di non impedire alla vegetazione spontanea di crescere lungo i campi coltivati: un accorgimento che salvaguarda la biodiversità permettendo a molte specie tipiche della zona di sopravvivere. Malaspina è attento anche alle esigenze dei propri collaboratori. Utilizza macchine facilitatrici per la raccolta delle zucchine perché, dice, “questo è un lavoro che spacca la schiena”.

I soci di Ortorè provengono dalle province di Parma, Mantova, Modena e Reggio Emilia e conferiscono prodotti locali come cocomeri, meloni, zucche, zucchine, bietole, cavoli, verze, insalate, lattughe, susine, pesche, pere, mele e altre qualità di frutta. La cooperativa inoltre lavora prodotti cotti al forno come zucca, rape, cipolle, patate dolci e confeziona un minestrone di verdura fresca porzionato e fiori di zucca. Freschezza e controllo di filiera (attraverso verifiche mirate dei singoli prodotti e dei campi) sono i due imperativi a cui risponde la cooperativa, che fornisce a Coop prodotti locali in un sistema produttivo fondato sui principi virtuosi della filiera corta.

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