Pionieri del biologico

Non solo agricoltura biologica, ma equo-solidale: la cooperativa La Terra e il Cielo valorizza i prodotti del territorio marchigiano e sostiene i piccoli agricoltori. Fin dal 1980

Marche

Ai piedi del castello medievale di Piticchio di Arcevia (AN), tra i campi di grano, si nasconde la sede della cooperativa La Terra e il Cielo. Il tetto, fabbricato interamente in legno, è ricoperto da pannelli solari; e anche all’interno prevale il legno, secondo i principi della bioedilizia e del Feng Shui. “Sarebbe stato un controsenso coltivare prodotti biologici per poi conservarli e trasformarli in strutture che rilasciano molecole inquinanti a causa delle vernici o dei materiali plastici”, spiega il Presidente Bruno Sebastianelli.

La Terra e il Cielo si occupa di agricoltura biologica dal 1980, quando l’agricoltura tradizionale imponeva i suoi pesticidi e nessuno aveva ancora pensato ad alternative biologiche. “Siamo stati un po’ folli e un po’ pionieri”, prosegue Sebastianelli, “Volevamo sperimentare un approccio sostenibile alle coltivazioni e un rapporto più equilibrato e armonico tra uomo e natura”. Tutti i soci (110 piccole aziende) si sono impegnati a tutelare le bellezze ambientali, preservando siepi e alberi e scegliendo di valorizzare le caratteristiche di una terra vocata alla cerealicoltura. Fin dall’inizio La Terra e il Cielo si è specializzata in cereali e pasta di grano duro, grani antichi, farro, kamut e farina di fave.

Oggi fornisce i suoi prodotti - pluricertificati e pluripremiati - a Coop e ai negozi di alimentazione naturale in tutta Italia e all’estero. La cooperativa produce anche legumi, decorticati e confezionati all’interno della sede, ed è una torrefazione di orzo mondo e caffè. Immaginare un diverso equilibrio uomo-natura significa innanzitutto praticare un’agricoltura biologica rispettosa dei cicli di vita del terreno, basata sulla rotazione, senza pesticidi, diserbanti e concimi chimici.

I processi di lavorazione sono rigorosamente naturali, non implicano forzature di alcun genere e avvengono all’interno della cooperativa. Prendiamo il caso della pasta: i cereali conferiti dai soci (tra cui grani antichi come Senatore Cappelli, Etrusco e Taganrog) vengono stoccati e refrigerati nei silos senza ricorrere ad alcun trattamento. Dalla macinazione a pietra, che preserva le sostanze nutritive perché toglie solo una minima parte di crusca senza eliminare germe e fibra grezza, si ottiene la “vera farina integrale”, nutriente e genuina. Infine con le semole biologiche si procede alla pastificazione con acqua sorgiva. L’essiccazione lenta a basse temperature mantiene intatti il gusto e le proprietà nutritive.

La filiera corta, anche se più onerosa in termini di controlli e di lunghezza dei processi produttivi, permette di abbattere i costi e le emissioni dovute ai trasporti. Quello del biologico è un equilibrio difficile ma possibile, a patto che la salute dell’uomo e dell’ambiente venga anteposta al profitto a ogni costo. Ma ciò non significa rinunciare ai vantaggi economici, tutt’altro: La Terra e il Cielo punta da sempre a salvaguardare le piccole realtà, che con le proprie forze non riuscirebbero ad arrivare sul mercato.

“La nostra sfida è garantire sempre il prezzo giusto ai soci, in un periodo storico in cui in agricoltura non c’è più reddito”, spiega ancora Sebastianelli. “È questa la funzione sociale della cooperazione: consentire all’agricoltore di vivere nel proprio territorio. La nostra è a tutti gli effetti un’agricoltura biologica equo-solidale”.



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