Profilo bovino

Marche
Farsi riconoscere. È questa la parola d’ordine che fin dalla sua costituzione, avvenuta nel 1987, caratterizza l’operato di Bovinmarche, consorzio di oltre 500 piccoli allevatori di carne bovina e ovina. Nato con l’esigenza di proteggere la razza marchigiana, il consorzio è stato il primo in Europa a utilizzare una bilancia certificatrice che collegasse i punti vendita con una banca dati, in grado di fornire al consumatore la carta d’identità di ogni prodotto e di tracciare in modo certo provenienza e caratteristiche di ogni singolo taglio di carne. Coop, principale venditore italiano di carni tipiche, alleva e vende 1500 capi annui di carne marchigiana controllata in allevamento e nei macelli per le necessarie garanzie sulla sicurezza (che prevede tra l’altro la tecnica istologica). Ed è consapevole dell’importanza di informare il consumatore, di rafforzare e comunicare il concetto di tracciabilità. “Fino all’emergenza Bse, la carne era uno tra i prodotti più anonimi del mercato e la razza marchigiana, lavorata artigianalmente, rischiava di scomparire”, spiega Paolo Laudisio, Direttore di Bovinmarche. “Assieme a Coop, che da sempre persegue una politica di qualità e rassicurazione dei consumatori, abbiamo lavorato per il rilancio della razza marchigiana”. Bovinmarche aderisce al Consorzio di tutela del vitellone bianco dell’Appennino centrale, di conseguenza le carni di bovino di razza marchigiana Coop possono fregiarsi del marchio IGP. I capi vengono cresciuti con metodi tradizionali in allevamenti estensivi a ciclo chiuso, e alimentati con mangimi qualificati no OGM, in un territorio sotto molti aspetti ancora integro come quello delle colline marchigiane. A ciò si aggiunge un rigido disciplinare, che garantisce controlli e verifiche circa la sicurezza e la qualità della carne attraverso precise procedure di autocontrollo svolte lungo tutta la filiera; procedure di autocontrollo cui si aggiungono come sempre i rigidi controlli di Coop.


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