Riseria La Pila e la storia del primo riso Igp italiano

Nella bassa veronese le risorgive di acqua pura irrigano le immense risaie dove cresce il Vialone Nano. Il seme antico riprodotto dalla cooperativa di Isola della Scala

Veneto

Nella bassa veronese cresce un riso prezioso simbolo del Made in Italy. Qui, dove l’orizzonte accoglie risorgive d’acqua pura e fertili risaie, il lavoro delle campagne abbraccia luoghi silenziosi e riserie protagoniste della storia locale. Nel 1987, a Isola della Scala nel cuore di questo territorio, è nata una grande cooperativa capace di raccogliere ben 12 aziende agricole produttrici di riso e 600 ettari di risaie, oltre un terzo dell’intera estensione risicola della provincia di Verona.

Riseria La Pila, nata con lo scopo di lavorare e commercializzare il risone veronese, ha continuato a riprodurre il seme antico mettendo a disposizione dei soci sementi selezionate, non inquinate da semi geneticamente modificati e in grado di mantenere in purezza la produzione di Vialone Nano, Carnaroli e Arborio. Un lungo lavoro per garantire una produzione di riso sia con tracciabilità di filiera controllata che Igp. L’azienda controlla infatti la coltivazione del riso in ogni sua fase e, giunto il momento della trebbiatura, raccoglie il risone (il riso grezzo), e lo stocca, lo lavora e lo confeziona portandolo sul mercato.

Qui si produce una tra le varietà di riso più apprezzate dai consumatori per la versatilità in cucina, la prima in Italia ad ottenere nel 1996 l’Indicazione geografica protetta (Igp): il Riso Nano Vialone Veronese Igp, che cresce nelle campagne di 24 comuni in provincia di Verona.

La purezza dell’acqua dei fontanili e delle risorgive che irrigano le risaie, unita alla rotazione delle colture imposta dal disciplinare, rendono questo riso di qualità unica.

“Il Vialone Nano – spiega Giacomo Murari, socio di Riseria La Pila – è una varietà di riso sviluppata attorno agli anni ’20-’30, molto antica per gli standard moderni. Il riso Nano Vialone Veronese Igp è la stessa varietà di riso, che però ha ottenuto la certificazione Igp dall’ente risi. In questo modo assicuriamo al cliente dove viene prodotto il nostro riso”.

Tutto per dire che qui la qualità è un’abitudine. La cura del prodotto è quella di chi, da sempre, coltiva riso consapevole del fatto che non si ottiene un buon prodotto senza rispettare l’ambiente. In quest’ottica la Riseria la Pila ha scelto di investire sulle energie alternative, di installare un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica pulita, di fornire indicazioni sulla tracciabilità e informazioni sul prodotto utilizzando anche le moderne tecnologie.

“Bisogna creare un rapporto fiduciario con il consumatore, che ha bisogno di rassicurazione, di capire cosa compra – spiega Roberto Marano, responsabile commerciale di Riseria La Pila – Lo dico perché anche io sono un consumatore. Noi, con orgoglio, possiamo raccontare tutto di ogni chicco di riso che produciamo: abbiamo sotto gli occhi la filiera completa del riso, dal seme fino al confezionamento. Un lavoro che ha comportato un grosso investimento, tempo e dedizione: siamo i primi a poterlo realizzare in Italia”.

Marano prende il suo smartphone e spiega quanto la tecnologia può essere d’aiuto anche mentre facciamo spesa per conoscere meglio il prodotto e avere subito indicazioni sulla tracciabilità. “Basta uno smartphone con installato un lettore di QR – precisa – e, dopo aver inquadrato il codice stampato sulla confezione, possiamo subito sapere dove il riso è stato coltivato, l’epoca di semina, il periodo di fioritura, di raccolta ed essicazione e il silos dove è stato stoccato. C’è anche un bel video che mostra le risaie dove è stato coltivato il riso”.

Il prodotto si racconta per arricchire ancor più la tavola con una storia e una tradizione viva, quella che descrive il lavoro dei piloti, i conduttori delle pile (le antiche riserie), che lavoravano anche di notte e la loro casa era tra il riso. Cucinavano proprio il Vialone Nano, un riso con un chicco poroso, che tiene bene la cottura e che assorbe completamente il gusto del condimento utilizzato. Proprio per le sue caratteristiche questo riso si sposa con un sugo di carne. Non è un caso che il risotto tipico del veronese arrivi proprio da Isola della Scala e prenda spunto dall’abitudine domenicale dei piloti di preparare un risotto più ricco e sostanzioso. La ricetta del Risotto all’Isolana, ideata dal Cavalier Pietro Secchiati, rappresenta una tradizione talmente importante che nel 1985 l’allora sindaco del Comune di Isola della Scala, Vittorino Stanzial, la rese ufficiale con una delibera. Come si prepara? Con carne di vitello e di maiale tagliata a dadini, formaggio grana, pepe, sale, cannella, rosmarino, aglio e, naturalmente, riso Nano Vialone Veronese Igp.



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