Scegliete le Pesche se amate la tenerezza, le Nettarine se cercate la comodità

Scopriamo le differenze fra questi due frutti insieme alla cooperativa romagnola Apofruit, che ne produce oltre 65.000 tonnellate all’anno con la forza dei suoi 3700 soci produttori

Stessi territori, stesso periodo di raccolta, stessa tradizione. Eppure le Pesche e le Nettarine di Romagna sono speciali ciascuna a suo modo e adatte a consumi diversi.

Le pesche sono quelle più succose, con la buccia vellutata e la pasta più tenera. Sono perfettamente mature quando, premendo con il dito, è possibile lasciare un piccolo solco sulla superficie. Le nettarine invece rappresentano l’evoluzione della pesca: “possono essere consumate con la buccia, sono più sode e croccanti e ideali per i giovani e i bambini - racconta Ilenio Bastoni, direttore commerciale di Apofruit Italia”. Una caratteristica che le rende adatte per il consumo da passeggio, poiché non c’è il rischio che fuoriesca il succo quando si addentano.

Le pesche e le nettarine rappresentano una delle principali produzioni della cooperativa romagnola Apofruit Italia. Ne produce oltre 65.000 tonnellate all’anno grazie alla forza dei propri soci produttori, che hanno scelto i metodi dell’agricoltura a lotta integrata e biologica. Il calendario di produzione delle pesche e nettarine di Apofruit va da maggio a settembre a seconda dell’area di produzione: le varietà precoci provengono dalla Puglia e dalla Basilicata, le medie dall’Emilia Romagna e quelle più tardive dalla Sicilia. Da diversi anni l’azienda romagnola è presente sul mercato con una linea d’elite che offre pesche e nettarine di alta gamma, sia dal punto di vista estetico che del gusto. È la linea Solarelli, una selezione dei frutti raccolti nel pieno della maturazione e più saporiti.



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