Una verza viola? La moretta di Veronella!

Era finita nell’oblio, ma un gruppo di agricoltori locali la sta riscoprendo. Una buona notizia, perché è ricca di nutrienti.
Veneto


In Veneto di viola non c’è solo il radicchio ma anche la Verza di Veronella: a questo ortaggio speciale gli agricoltori della zona di Veronella (VR) hanno deciso di dedicarsi anima e corpo. Perché non è certo una verza qualsiasi: ricca di nutrienti, per lungo tempo è stata regina incontrastata del territorio.

La storia è sempre la stessa: questo ortaggio, coltivato e amato nella zona fin dall’Ottocento, era poi finito in “disuso” negli ultimi decenni. L’oblio è sopraggiunto a causa di colture più redditizie (come quella del radicchio rosso, appunto) che hanno finito per attirare a sé ogni attenzione. Certo, la produzione delle verze in Veneto non è cosa di nicchia (e a Verona se ne coltiva il 40% della produzione regionale). Ma ora la piccola verza Moretta di Veronella pare si stia di nuovo ritagliando spazio sulla scena, confermato - tra l’altro - dalla grande festa in suo onore che dal 2013 si ripete ogni dicembre a Veronella.

Questa verza ha notevoli proprietà nutritive, ma richiede una lavorazione complessa e impegnativa. Ancora oggi il raccolto avviene a mano: si ripone in cassette di legno e la sua freschezza si può mantenere fino a trenta giorni. E mentre a Veronella questa coltura torna ad affiancarsi a quella del radicchio, ecco che l’amore della tradizione si ritrova anche nei tempi e negli attrezzi utilizzati dai sei agricoltori che hanno scelto di riportarla alla luce. I semi per la produzione si ripuliscono infatti con il tamìso (antico setaccio), la messa a dimora delle pianticelle necessiterà di un bastone appuntito detto caùcio, mentre ogni verza sarà infine staccata con la stégàgna (accetta); perché il gusto del “ritrovato” non sia solo nel piatto ma in ogni gesto che caratterizza questa produzione antica.


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